Il moralismo laico e il caso Alfie Evans

il caso ci obbliga a ripensare i nostri schemi di pensiero al di la del fatto in se. La scienza può determinare scelte morali? No: lo dice proprio il princpio di laicità della scienza.

 

Molto viene scritto in queste ore su questo caso e, come a solito, le posizioni sono polarizzate.

Ma io qualche domanda ce l’ho. Leggi tutto “Il moralismo laico e il caso Alfie Evans”

Sentimento (poesia)

Sentimento,
ausilio e barriera
al mio amore.
Se compagno e potenza,
mi trascina:
è dolce la via,
lo seguo gagliardo.
Se insidia e muro,
non sia sotto i miei piedi
ne dietro la schiena.
Ma spostato, di fianco.
Sicché l’mio amore
sia terso nel vedere,
lucido nell’udire.
E’ aspra, ora, la via,
ma salvo è il mio amore
da sentieri trasversali
di paura.
Chiaro è l’agire,
incerto ma fermo,
pacato ma fiero.
Grazio o Spirito
dell’agir che per fede
vedo fecondo.

Mi piace / non mi piace di Carlo Rovelli

Carlo Rovelli – ottimo fisico divulgatore – ha affermato in un estratto su YouTube dal titolo  “Perché non credo in Dio,….”, tante volte “Non mi piace X , mi piace Y” (nei primi 3’20”).

Preso atto dell’onestà intellettuale in cui l’uso del “mi piace / non mi piace” mette in primo piano la soggettività piuttosto che l’oggettività, ho ascoltato con attenzione tutte queste coppie più volte. Sono certo che ogni uomo di fede potrebbe dire, me compreso, “Mi piace X e mi piace Y”. Questione di gusti? Ma visto che , Rovelli steso lo dice, sono le domande quelle che contano, io mi chiedo:

come mai questo genere di coppie vengono viste come contrastanti in chi non ha fede, mentre vengono viste come assolutamente e naturalmente inclusive da chi ce l’ha?

Cosa pensate voi sulla risposta a tale domanda? (io non ce l’ho molto chiara).

Chiesa cattolica e otto, cinque, due per mille come non ve l’hanno mai spiegato

 

 

Come sempre quando mi metto a indagare, grazie ai soliti input di colleghi che alzano certe obiezioni, spesso basate su sentito dire e discorsi fatti, vengono fuori cose nuove che non sapevo, e interessanti.

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Così la Regione Lazio vessa i donatori di sangue e i malati

Oggi sono andato a donare il sangue all’ospedale XYZ di Roma per un’amica di famiglia.

Durante il colloquio emerge che non posso donare perché ho fatto un viaggio in Brasile e Paraguay nel luglio scorso. Sapevo di questa cosa a causa del fatto che trattasi di paesi a rischio malaria e denge. Chiedo al medico “ma come? Sapevo che passati sei mesi dal viaggio era possibile donare di nuovo…ho perfino telefonato a un centro trasfusionale e mi hanno confermato i 6 mesi”,  Il dottore, sconfortato da tanti casi come me, con pazienza mi spiega:

“Si, era così fino a qualche mese fa” e mi fa vedere il testo della nuova legge regionale che dice espressamente che il termine é di 12 mesi in assenza di prove diagnostiche presso il centro trasfusionale, oppure 6 mesi se il centro ha i macchinari diagnostici. Naturalmente quell’ospedale non ha macchinari per l’esame di questo tipo. “Posso andare in un altro ospedale?”, chiedo. Mi viene spiegato che neanche all’ospedale Sandro Pertini ne in altri centri trasfusionali della città (e forse della regione?) sono attrezzati per questo. 

Altra cosa che mi spiega lo sconfortato medico é che non tutti sono informati su questa nuova legge e continuano a dire dei sei mesi invece che dodici.

Il saldo di questa esperienza é sconfortante:

  1. La regione Lazio ha legiferato recentemente sulle norme di donazione del sangue restringendo i requisiti sull’attesa per chi torna da paesi a rischio. Presumibilmente lo avrà fatto perché ha fatto una rivalutazione dei rischi per chi dona in una finestra temporale di 6 mesi.
  2. Nonostante l’aggiornamento legislativo non tutto il personale sanitario in forza ai centri trasfusionali é stato adeguatamente formato, insomma messo al corrente della nuova legge, né sono state date procedure in tal senso. La conseguenza é che i centri che accettano finestre temporali di 6 mesi si espongono all’illegalità, possono compromettere la salute dei pazienti, con anche conseguenti responsabilità civili e penali per la delicatezza e da sicurezza sanitaria legata alla donazione del sangue.
  3. Infine non sono state avviate per tempo le procedure per dotare i centri trasfusionali di macchinari adeguati per le analisi su pattern malarici al fine di escludere il rischi legati ai donatori in questa categoria.
  4. Non si incentiva certo in questo modo la donazione di sangue. Molti donatori come me che nell’estate sono stati in certi paesi non possono donare sangue, quando si sa bene che nel Lazio c’è un cronico bisogno di sangue e in questo modo si abbassa il numero di donatori già sofferente e quindi si diminuisce la disponibilità di sangue per i malati.

    Direi di non avere altro da aggiungere.

    La funzione C preferita del nostro direttore tecnico e allocazione delle persone

    The following example shows the usage of realloc() function [*].

    #include <stdio.h>
    #include <stdlib.h>
    
    int main()
    {
       char *str;
    
       /* Initial memory allocation */
       str = (char *) malloc(15);
       strcpy(str, "tutorialspoint");
       printf("String = %s,  Address = %u\n", str, str);
    
       /* Reallocating memory */
       str = (char *) realloc(str, 25);
       strcat(str, ".com");
       printf("String = %s,  Address = %u\n", str, str);
    
       free(str);
       
       return(0);
    }

    Gender scandinavo: quando la verità viene dalla Svezia

    Un intelligentissimo e divertente video fatto da una ragazza svedese che intervista studenti del suo paese, coetanei.

    Il video dura solo 5 minuti, ve ne suggerisco la visione prima di proseguire nella lettura: Leggi tutto “Gender scandinavo: quando la verità viene dalla Svezia”