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C’era un vecchio gesuita «furbaccione»

Non capita tutti i giorni di ricevere in omaggio e in amicizia un libro autografato dall’autore: così mi è accaduto giovedì scorso con un libro sul papa, di recente pubblicazione da Le Paoline, C’era un vecchio gesuita «furbaccione» – 100+10 parabole di Papa Francesco di Lugi Accattoli, ex vaticanista, ora a riposo, e Ciro Fusco. Il libro raccoglie una antologia di aneddoti narrativi, storie che Papa Francesco racconta, riporta, o rielabora nei suoi discorsi, interviste, predicazioni insomma quella che (in parte) chiamiamo Magistero Pontificio.

Ringrazio Luigi di cuore dell’omaggio e non essendo potuto venir meno alla sua richiesta di «leggere almeno l’introduzione», scritta di suo pugno, mi sembra fare cosa gradita, ma soprattutto stimolante, scrivere qui un paio di osservazioni. Non una recensione, perché non ho letto tutto il libro e non mi piace scriverne. In realtà ho letto anche qualcuna delle 100+10 parabole che sono state raccolte, e mi soffermo su questa introduzione, che è in pratica il vero elaborato dell’autore.

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Articolo 1: «popolo sovrano»? oppure «la sovranità appartiene al popolo»?

A valle della discussione del post precedente la discussione è proseguita in modo molto fruttuoso andando a toccare argomenti profondi. Qui riporto una riflessione che vale la pena conservare circa il significato dell’articolo 1 della nostra amata Costituzione e il senso della parola Patria.

Si sente dire spesso che il «popolo è sovrano», ma veramente la Costituzione italiana recita questo? Leggiamo bene l’Articolo 1 con attenzione: dice una cosa un tantino diversa: che la «sovranità appartiene al popolo», non che il «popolo è sovrano».

Sembra la stessa cosa, ma non lo è affatto.

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Noi possiamo! Il Federalismo Europeo (brevemente) spiegato a un amico

Incontro ieri un caro amico a Piazza Esedra a Roma, partecipa a una manifestazione organizzata per “la difesa della costituzione”, credo anche l’uscita dall’euro. Tanti tricolori. Dopo una discussione provo a spiegargli quale è l’alternativa federalista…

…e mentre attraversavo quei tricolori in strada per dirigermi verso il mio amico che mi attendeva, mi è tornato in mente un mio vecchio post che scrissi qui nel lontano 2006 “Tanti noi in noi“. E mi chiesi: se io fossi qui a manifestare porterei in spalla non solo il tricolore italiano, ma anche la bandiera blu europea, e sicuramente anche quella della mia città. Forse anche altre… riferite magari alle mie convinzioni religiose, territoriali, culturali, politiche… ma per semplicità diciamo solo queste tre.

A una successiva discussione su WhatsApp che ne è nata con questo mio amico, ho optato, invece di rispondere nella chat ho pensato di articolare qui un pensiero più ampio così anche i miei altri quattro lettori potranno beneficiarne.

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Se stiamo per morire siamo solo “qualcosa”

“Cercano di tenere in vita qualcosa che è già morto”.

Roberto Ferri su funpage

Così esordisce Roberto Ferri, amico di una vita di Franco Battiato, che a quanto pare sta per passare questa vita.

Al di la della vicenda personale di questo artista , sulla quale non commento, al di la delle questioni sul così detto fine vita, c’è una cosa che mi ha profondamente scosso: se ti stai spegnendo, se te ne stai andando, se stai per incontrare il passaggio della morte, allora non sei più considerato “qualcuno” ma “qualcosa“. Parola di un amico.

Dietro un linguaggio apparentemente innocuo, celato e tradito dalle forti emozioni, si nasconde in realtà una mentalità a dir poco inquietante. Se presa sul serio è la premessa di una barbarie senza fine.

La nostra civiltà si è basata, fino adesso, sull’assunzione condivisa che la dignità umana è inviolabile. Ce lo dicono tutto l’impianto dei diritti umani. INVIOLABILE. Ma pare che gradualmente stiamo dimenticando cosa questo significhi per davvero. Ed ecco che una frase apparentemente innocua passa quasi inosservata, senza che ci rendiamo conto di quali enormi conseguenze avrebbe se veramente fosse presa sul serio.

Le parole sono macigni. Qualcuno diceva che le parole che escono dalla bocca sono lo specchio del nostro cuore.

Crolla completamente tutto l’impianto dei diritti umani.

Commentai a fondo anni fa una canzone di Franco Battiato, pur non essendo suo fan, e fui citato anche in un libro. Auguro a questo artista, questa persona, la pace e una felice festa, prossima ventura.

E i miei quattro lettori cosa ne pensano? Se stiamo per morire, anche nel modo più disperato possibile, siamo ancora qualcuno? Fino a poco tempo fa la domanda non si poneva neanche; la risposta era scontata: si. Oggi no, oggi nulla è più scontato, tanto tutto viene relegato alla “opinione personale”. Ma allora se tutto può essere opinione accettabile, che ne è della giustizia, anche se umanamente limitata?

Crocefissi per le allodole (5): Lettera al ministro Fioramonti

Siamo al quinto post su questo argomento. Quattro volte in passato (1) , (2) ,  (3) , (4)  ho scritto su l'argomento "crocefissi nelle scuole". Il primo risale a  ben 10 anni fa. Mi rivolgo ai miei quattro amici lettori con la forma della lettera rivolta al Ministro per l'Istruzione Fioramonti riguardo la sua recente uscita su l'argomento che mostra le vere carte che ci sono dietro. 

Signor Ministro,

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Nuove elezioni? Ma quando mai?

Ero curioso di sapere quante volte è accaduto nella storia della Repubblica Italiana che si è andato a votare dopo un solo governo che “cade” senza formarne un altro. Sono andato così a cercare in wikipedia ma ho scoperto che l’informazione non era direttamente disponibile: la voce Legislature della Repubblica Italiana non conteneva il numero di Governi, e così sono andato a spulciare una ad una la voce delle singole legislature.

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WhatsApp: da una Vignetta al Padre Nostro al “date a Cesare”: ma che diavolo è ‘sto Regno ?

In uno dei tanti gruppi WhatsApp fra colleghi dove spesso, si sa, si “cazzeggia” un po’, passa una vignetta di Alberto Zuccalà, girata nei social, che allude alla recente uscita Salviniana circa il suo “affidamento alla Madonna” (mi viene orrore a scriverlo, è per dovere di cronaca). La vignetta recita: “Si è affidato alla Vergine Maria perché col Padre Nostro gli sarebbe toccato rimettere i debiti”.

Un collega, sebbene sia, come si dice, “notoriamente distante dalla fede”, argutamente osserva quello che a me era sfuggito:

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Europee 2019: candindati per una europa democratica e federale (Italia Centrale).

Segnalo alcuni candidati per le Elezioni Europee di varie formazioni politiche che hanno sottoscritto il manifesto “Per un’Europa federale sovrana, democratica e sociale”  che in sostanza chiede:

(1) Completamento dell’ unione economica (2) Politica europea coerente in materia di immigrazione e asilo (3) politica estera e di sicurezza europea (4) bilancio europeo mediante risorse europee (5) Lotta contro il cambiamento climatico (6) processo decisionale europeo democratico mediante una vera federazione di stati nazionali.

Purtroppo molti di questi temi non sono in carico al Parlamento Europeo, perché sono gli Stati e non il Parlamento a modificare i trattati Europei che tutti vorremmo diversi; però il Parlamento europeo può fare molto per promuoverli.

La politica può essere fatta anche senza partigianerie di partito, che purtroppo vediamo sempre più urlanti nei talk show e nei TG, ma anche con programmi condivisi trasversalmente: è l’unico modo per mettere fine a questa Europa ora incomprensibile e inconsistente, schiava di processi burocratici, senza una vera anima politica, ne di popolo, in pratica senza una vera democrazia.

Ecco dunque la lista, in rigoroso ordine alfabetico per cognome, divisi per partito politico, ho aggiunto a margine alcune note biografiche molto sintetiche con un rimando a siti personali per approfondire.

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[AltraScienza] Buco nero M87: Katie batte Doc

Un mio articolo sul blog [AltraScienza]

[vedilo sul blog AltraScienza]

Tutti l’abbiamo vista, la «foto astronomica del secolo», il buco nero centrale in Messier 87. Per la prima volta nella storia. Paragrafo

«Fotografato» si fa per dire: non c’è nessuna pellicola, nessun obiettivo, nessuna stampa, nessuna banda elettromagnetica nella regione ottica, che è il visibile dell’occhio umano. Eppure si palra di «foto». Dovremmo parlare meglio di «immagine» giacché di questo si tratta: una elaborazione di una montagna di dati, tutti presi nello stesso momento, da decine di radiotelescopi (non «telescopi» dunque!) sparsi per il mondo, e molto, molto ben coordinati fra loro. Una impresa titanica.

Al posto della luce degli uomini, bande millimetriche.
Al posto dell’obiettivo, radioantenne grandi come case.
Al posto della pellicola, petabyte di dati.
Al posto della stampa, immagini j-peg,
e il frenetico andare rimbalzoso nel web.
Al posto dell’individuo, il gruppo,
al posto di una nazione, molte nazioni.
Mai come oggi è antico stereotipo Emmet Brown [vedi foto].

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Una scena de “Ritorno al futuro”: Emmett Brown, a destra, detto “Doc”, è la figura stereotipata dello scienziato-genio che compie opere uniche e straordinarie in piena autonomia e con pochi soldi. Figura ormai meno che novecentesca, addirittura retaggio dell’immagine dello scienziato in voga fra il seicento e l’ottocento.

Oh.. come è novecentesco e desueto anche il Premio Nobel!
Non la genialità di uno, ma la disciplina studiosa di molti.
Non è tutto in una formula il segreto.
Non è tutto nell’ego di un genio solitario,
immaginato magari – chissà perchè – pazzoide o schizzato.
Il vero non è in questa letteratura,
che proietta le paure e le angosce di una umanità impaurita.
Il vero è invece nel sudore che viene dalla carne di uomini
che vincono la fatica con il proprio entusiasmo.
Da esso viene la fecondità,
Il brivido di viverlo in gruppo,
un’emozione di grandezza.
La gioia di essere parte di una squadra
in cammino con l’entusiasmo verso la scoperta.
Il singolo realizza se stesso nelle relazioni feconde
che nascono dalla passione per la scoperta.
In questo – oggi più di ieri – si realizza oggi la Nuova Umanità,
quel nascente in questo remoto e misterioso pianeta
per cui nulla di grandemente nuovo sarà più frutto di uno.
Cosa è, questo, per lo spirito umano?
Un altro gradino, faticoso e maestoso,
verso l’unità sempre agognata dai primordi della storia.
Non è certo questo il primo
dei progetti di tal specie,
eppure è segno di quel tendere
ormai ineluttabile,
che da sempre aneliamo:
All’unità.
All’integrità.
Al fare insieme.
All’essere uno.

Così, proprio così, ci mostra la giovane Katie Bouman,
ricercatrice del team internazionale, che scrive su internet: «Guardo incredula la prima immagine che io abbia mai fatto di un buco nero mentre stava per essere ricostruita»

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Un sorriso che ha già incantato il mondo…

Nel suo sorriso, nei suoi occhi, nel suo volto vediamo i segni di una nascente e sempre più unita umanità: chi la vorrebbe ancora divisa, in guerra, in conflitto perenne, non sa che tutto questo, se non è già stato spazzato via dalla storia, lo sarà presto.

Lasciamo la conclusione alla nostra testimone dell’umanità nascente, questa giovane e brillante ricercatrice di 29 anni, divenuta per un giorno famosa in tutto il mondo, che pubblicando una foto di tutto il suo team scrive sul proprio profilo:

Sono così felice …. L’immagine mostrata oggi è la combinazione di immagini prodotte con più metodi. Nessuno algoritmo o persona ha creato questa immagine, ha richiesto il sorprendente talento di un team di scienziati di tutto il mondo e anni di duro lavoro per sviluppare lo strumento, l’elaborazione dei dati, i metodi di imaging e le tecniche di analisi necessarie per realizzare questa impresa apparentemente impossibile. È stato davvero un onore, e sono così fortunata ad aver avuto l’opportunità di lavorare con tutti voi.

Il nostro ringraziare è sempre dentro una relazione: Katie ringrazia. E’ felice perchè non solo è brava, ma soprattutto perchè non è sola.

[vedilo sul blog AltraScienza]

[vedi anche l’articolo correlato su GruppoLocale.it]

Il prossimo secondo il ministro Fontana

E così abbiamo ministri sedicenti cattolici che con arroganza e senza nessun pudore si fanno insegnanti di Catechismo e Vangelo pretendendo di insegnare chi è il “prossimo” secondo l’ortodossia: la loro, ovviamente.

Peccato che Catechismo e Vangelo insegnano diversamente: la parabola del buon samatitano identifica proprio il tipo di “prossimo” opposto alla logica egoica che inventa invece il ministro Fontana. E che il prossimo non è tanto l’altro in se, bensì io, cioè il cristiano, che è chiamato “farsi prossimo del prossimo”. Vergogna: questo è contro il secondo comandamento, chissà se Fontana ne ha mai sentito parlare.

Speravo che i Vescovi avessero un sussultuto di dignità, perchè qui è affar loro intervenire: Avvenire, il loro quotidiano, non poteva certo non prendere posizione, e infatti l’ha fatto ma con una lettera al direttore e una replica di questi. Mi sarei aspettato però un intervento diretto di qualche vescovo di caratura della Chiesa Italiana. Vescovi pavidi e falliti, senza coraggio, senza ossatura, senza virilità. Come è facile invece intervenire in modo diretto verso altre questioni….

Tutto il contrario di Gesù che invece da vero buon pastore non esitava, quando necessario, a urlare “razza di vipere” a chi di dovere o a rovesciare i banchi nel Tempio contro il potere arrogante e usurpatore.

Eh già… l’ira di Dio l’abbiamo dimenticata e messa in soffitta in nome di una falsa bontà, e allora pensiamo che anche noi non dovremmo mai adirarci…. ma anche questo non è l’insegnamento di Gesù. E anche l’ira di Dio può essere segno dell’amore, sia umano sia divino.

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troppo lungo poco chiaro non ci avevo mai pensato
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