Tutti pazzi per Facebook

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E’ davvero il fenomeno del momento [1]. Ma a me facebook non convince. Non mi ha mai convinto.

Sia chiaro: è bello, interessante…. simpatico e teconologicamente fruibile. Una bella tecnologia.

Ma non mi piace questo modo disinvolto di gestire le informazioni private. E’ vero che l’utente può gestire le proprie informazioni private decidendone la politica, ma il sistema da questo punto di vista è molto carente. Ad esempio tutti possono vedere la lista dei miei amici (a patto che essi abbiano deciso di rendere pubblico il proprio profilo in tale contesto). Questo tiene conto del fatto che siano solo loro a dover decidiere circa questa visibilità. Ma la mia rubrica degli indirizzi, costituisce un aspetto importante dei miei dati: anche io dovrei poter decidie se renderla pubblica o no; ma questo non è possibile. E così tutti possono vedere che tipo di gente “frequento” anche se non l’ho mai vista in vita mia; peggio possono vedere che tipo di gente “frequentano” le persone che io “frequento” (e che io non conosco neanche virtualmente!). Qualcuno potrebbe farsi una idea sbagliata e pregiudizievole su di me, sul tipo di “amicizie” che ho: magari sono persone che non conosco veramente, mentre nella vita “vera” frequento tutt’alte persone. Ma chi dovesse “per caso” vedere il mio profilo (datore di lavoro ad esempio? o il padre della mia fidanzata?) potrebbe farsi una idea completamente errata di me. Perchè è un mondo virtuale, non reale. Tutto questo avviene senza il mio controllo e senza che io ne sia a conoscienza. Non posso neanche decidere se e chi può accedere a queste informazioni.

Non è possibile cancellare completamente le proprie informazioni da facebook, neanche se ci si disiscrive completamente: infatti le relazioni confermate come “amicizie” rimangono per sempre. Le amicizie che accettiamo vanno a formare una struttura matematica chiamata grafo [3] che costituisce il vero valore economico di un social network. E possibile solo creare relazioni (archi del grafo) con l’accettazione di una amicizia, ma non distruggerle, perchè altrimenti ogni persona che si disiscrive da facebook “spezzerebbe” un cammino del grafo, cioè la “catena”, cosa per loro sconveniente e inaccettabile, in quanto distrugge la loro ricchezza.

Frequento la rete internet da molti anni: non mi sono mai curato molto della mia privacy: è possibile trovare il mio numero di cellulare con una semplice ricerca con google e questo non mi disturba. Ma facebook mi ha lasciato perplesso fin dall’inizio: infatti pur essendo iscritto e aver confermato qualche amicizia, non lo faccio più da tempo nonostante i miei amici si lamentano che non accetto le loro amicizie da mesi.

Non solo. I paradossi e l’ipocrisia delle denunce e censure: censurano le foto delle mamme che allattano i bambini (cosa assolutamente naturale) mentre lasciano dei gruppi che inneggiano a Toto Rina e Provenzato [3]. Tutto questo in nome della libertà di espressione di una società per giunta libera da pregiudizi sessuali (dicono!) [4]. E invece ipocritamente pare che siamo sensibili e ci scandalizziamo solo a questioni sessuali: più che moderna questa società sembra ancora più bigotta e medioevale di quando anni fa in molti erano veementemente accusati di bigottaggine: qualcosa non mi torna; basta sfogiare i giornali per rendersene conto. Le notizie di strane storie di violazione della privacy si susseguono sempre di più [5] e non sono solo notizie da giornale o da gossip: penso che siano ragioni molto serie.

Il confine tra libertà e tutela della privacy è davvero incredibilmente lebile. Non credo a facebook. Non credo a questo modo di usare la rete. Penso che sia un fenomeno passeggero, una bella moda… ma non se non verrà profondamente rivisto…. non durerà a lungo. Un social network generalista come facebook se non si rinnoverà, morrà. Diverso discorso, invece per i social network tematici, dove delle comunità di riuniscono per scopi ben precisi, come ad esempio Linked In [6], orientata a condividere contatti per scopi professionali. Non penso che davvero tutti siano disposti a mettere in piazza così tanti aspetti della propria vita per così tanto tempo in un ambiente così affollato e popolare. Vedremo come andrà a finire. Intanto penso che mi disiscriverò: così i miei amici la finiscono di lamentarsi….

Mi pare che un grosso manager di Oracle disse una volta “nell’era dell’informazione la privacy è una mera illusione”. Posso anche starci che con l’avvento dell’era di internet forse dobbiamo rivedere alcuni aspetti del nostro modo di renderci visibili, ma a tutto c’è un limite.

[1] http://www.guardian.co.uk/technology/2008/jan/14/facebook
[2] http://it.wikipedia.org/wiki/Grafo
[3] Facebook e la selezione della censura
[4] Facebook: i pazienti non hanno privacy
[5] Facebook scoppia la coppia!
[6] http://www.linkedin.com/

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