10 ago 2010
FabrizioEtica, Politica, Societa e Cultura Politica, Politically correct

Viviamo in un ambiente moralmente contaminato. Ci sentiamo malati moralmente perché ci siamo abituati a dire qualcosa di diverso da ciò che pensavamo. Abbiamo imparato a non credere in niente, a ignorarci l’un l’altro, a interessarci solo a noi stessi. […] Dobbiamo vedere questa eredità come un peccato che abbiamo commesso contro noi stessi. […] Se capiamo questo, la speranza tornerà nei nostri cuori”.
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30 mag 2010
FabrizioEtica, Societa e Cultura Etica, Politically correct

Nicola Gratteri è Procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria. Nasce nel 1958 a Gerace ed è esperto di ‘Ndrangheta. E’ tra i magistrati più impegnati e conosciuti nel settore della lotta alla criminalità organizzata. Dal 1989 vive sotto scorta. [...] in un teatro gremito di ragazzi delle scuole superiori [...] [1]
e dice:
Nelle zone ad alta densità malavitosa c’è la più grossa percentuale di consumo psicofarmaci. Il che significa che dietro la ricchezza, il potere, c’è una vita infelice. Ecco perché quando parlo ai giovani evito di parlare di etica che non interessa a nessuno. E a loro dico: vedete? Fare gli ‘ndranghetisti non conviene sotto nessun profilo”. [1]
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14 mag 2010
FabrizioEtica, Societa e Cultura Etica, Politically correct
Notizia di oggi:
Mariarca Terracciano, 45anni, per protestare contro il mancato pagamento degli stipendi nella Asl 1 di Napoli, si è fatta prelevare 150 ml al giorno per quattro giorni, poi lunedì scorso, è entrata in coma e dopo tre giorni è morta. [1] More
08 mag 2010
FabrizioEtica, Filosofia, Societa e Cultura Politically correct, Pseudolibertà, Relativismo
Questo post è lungo; se non volete scandalizzarvi troppo avete due possibilità: non leggerlo affatto
o leggerlo tutto 
In questa società politicamente corretta ci viene continuamente ripetuto che bisogna rispettare le idee degli altri. Che se non lo facciamo la società rischia il baratro della violenza. Che se non lo facciamo siamo degli intolleranti, dei fanatici, dei fondamentalisti. Che tutto il male del mondo viene dal mancato rispetto per le idee di chi la pensa diversamente da noi. More
02 mag 2010
FabrizioPolitica, Societa e Cultura Europa, Politica, Politically correct, Radici cristiane, Relativismo
Caro Occidente,
Il mondo diventa sempre più piccolo. Sei andato sulla luna, hai inventato internet; ti eri illuso che il progresso avrebbe prima o poi portato libertà e democrazia anche in quei paesi dove non c’era.
Con questa illusione, e sulla scia della “caduta del muro” hai chiuso gli occhi davanti alla protesta di Tienanmen.
Ti eri illuso che il libero mercato fosse portatore anche nei tuoi valori più nobili; sarebbe solo stata questione di tempo: il liberismo economico avrebbe portato anche libertà religiosa, democrazia, diritti umani: hai dato priorità al denaro rispetto ai valori. Non ne vedi oggi le conseguenze? More
21 apr 2010
FabrizioEsperienze Personali, Societa e Cultura Politically correct, Relativismo
Lavoro, ufficio lunedì scorso. Scena in ascensore.
Due ragazze non giovani (o signore giovani, a seconda dei punti di vista) chiacchierano animatamente l’un l’altra sul pianerottolo con femminile complicità; odo in sottofondo stralci di soliti pettegolezzi. C’è anche una terza amica-collega e un’altro signore, del loro stesso decimo piano. E poi io all’ottavo. Saliamo. More
27 feb 2008
FabrizioFilosofia, Religione Fede Chiesa Filosofia, Politically correct, Tabu
Dopo avervi deliziato con la precedente “bella” notizia,
passiamo a un tema molto più allegro: la morte.
Se vi state già toccando con la mano da qualche parte che non posso scrivere, oppure se solo avete pensato di farlo, allora vuol dire che avete il tabù della morte: non preoccupatevi, niente di grave; tanto lo fanno tutti.
Pensavate che la nostra società è esente da tabù? Questo ve l’hanno fatto credere per darvi l’illusione di essere davvero liberi. Niente affatto. I Tabù sono come l’energia, non si eliminano, si trasformano: nel ‘800 vittoriano c’era il tabù del sesso, oggi quello della morte (e non solo). A ogni epoca le sue pene.
L’uomo non è distrutto dalla sofferenza, ma dalla sofferenza senza significato: si teme la morte e si schierano spasmodicamente enormi risorse contro di essa. Perchè?
Non sappiamo per quanto tempo ancora potremo allungare la durata della vita… 100, 200, 300 anni? Perchè?
Perché la morte è diventata senza senso. Siamo malati di assenza, spesso troppo senza speranza perché ci manca la verità: e così siamo diventati incapaci di amare.
Ma questa assenza, non è forse la vera morte? Non siamo così già morti prima ancora del tempo?
Siamo fatti per vivere, non per morire.
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