22 ott 2010
FabrizioFilosofia Filosofia

Pitagora in "Scuola di Atene" di Raffaello Sanzio, Palazzi Vaticani
In geometria piana la somma dei quadrati costruiti sui cateti a e b di un triangolo rettangolo è pari al quadrato costruito sull’ipotenusa c:
Fin dalla scuola media, abbiamo imparato questo importante teorema e ammettiamo serenamente che sia vero: siamo disposti a metterci la mano sul fuoco. Sulla sua verità nel modello della geometria piana, nessun dubbio. Ma cosa dire della sua esistenza? More
08 ott 2010
FabrizioFilosofia, Politica, Societa e Cultura Filosofia, Parole, Politica
Riflettevo sull’uso che viene normalemtne fatto della parola “ideologia” , “ideologico”.
Mi pare che ci sia una forte discrepanza fra quello che dice il vocabolario e l’uso comune che viene fatto di questa parola, nella prassi. More
06 set 2010
FabrizioFilosofia, Religione Fede Chiesa, Scienza Ateismo, Filosofia, Libertà, Scienza
Dio non è una ipotesi necessaria: è bello averne piena consapevolezza. Ci si può “accontentare” di molto meno; non ritengo questo schema irrazionale o irragionevole.
E però è anche sorprendente come sia possibile un sistema di pensiero altrettanto razionale (non razionalista), in cui Dio è compreso. In esso ho scorto tesori ineffabili e sempre nuovi. More
05 set 2010
FabrizioFilosofia, Pseudoscienza, Religione Fede Chiesa, Scienza Ateismo, Filosofia, Pseudoscienza, Scienza

Stephen Hawking
Stephen Hawking, fisico teorico stimato e conosciuto al grande pubblico per libri divulgativi di successo [6], ha scritto un libro che sta facendo parlare in questi giorni [1] [2] [3] [4]: si chiama “The Grand Design” e pare che affermi che Dio non esiste. Non esprimo giudizi di merito perchè non ho letto il libro. More
19 mag 2010
FabrizioFilosofia, Pseudoscienza, Societa e Cultura Filosofia, Pseudoscienza, Scienza

Seguo sempre con interesse e stima il suo blog, il suo lavoro, il suo impegno contro le bufale e in favore di una ragione seria contro le pseudoscienze, tanto che il link figura nei blogroll di questo blog. Le auguro per questo il miglior successo e i migliori frutti.
Nel suo recente post “Si può morire di antiscienza a sedici anni?” racconta la triste vicenda di Clara Palomba e altre, che muoiono a causa di mancate cure mediche per essersi affidati a santoni e ciarlatani.
Riporto i sui giudizi, per altro ampiamente avallati e supportati nei commenti del suo blog da molti suoi lettori:
Ben le sta. Spero sia stata una morte lenta e dolorosa. No, non ho pietà per i morti
Sono troppo incazzato e comunque non sono un ipocrita.
Voi, tutti voi, avete contribuito a uccidere una ragazzina di sedici anni. Possa il suo nome perseguitarvi per sempre. Io non vi darò il lusso di dimenticarlo.
More
27 apr 2010
FabrizioFilosofia, Religione Fede Chiesa Filosofia, Luoghi comuni, Relativismo, Risposte nominali
Rispondo ancora a Mauro Pesce, che scrive anche su Micromega, sul blog “Poesia e lo Spirito”, che in particolare in upren commento mi scrive:
Dio è unico, ma inconoscibile, inespriminbile, ineffabile e chi pretende di possederne la verità non fa altro che ridurre la verità universale alla propria prospettiva particolare.
Gentile Mauro Pesce,
Rispetto questa sua personale visione di Dio, ma mi consento di dire che More
14 apr 2010
FabrizioFilosofia, Societa e Cultura Filosofia, Relativismo
Dopo l’
Antipasto di Bobbio nel post precedente, passiamo dunque al pranzo vero e proprio: piatto unico.

Il dubbio può essere di due tipi: quello socratico, che spinge verso la ricerca, ricerca per la verità, evidentemente. Poi c’è quello pilatesco, quello che usa il dubbio per affermare che non esiste alcuna verità. E con questa argomentazione, a sua volta, afferma implicitamente una verità: che cioè non esiste alcuna verità More
10 apr 2010
FabrizioFilosofia, Societa e Cultura Filosofia, Relativismo
«La morale razionale che noi laici proponiamo è l’unica che abbiamo, ma in realtà è irragionevole».
(Norberto Bobbio)
Queste parole venivano pronunciate spesso nelle lezioni universitarie di Torino di Norberto Bobbio, che è considerato uno dei maggiori intellettuali ed una delle personalità culturali più influenti dell’Italia del ventesimo secolo, un guru del pensiero laico. More
06 apr 2010
FabrizioReligione Fede Chiesa, Societa e Cultura Ateismo, Filosofia, Relativismo
Questa immagine fa parte della campagna di ateisti militanti sponsorizzati dal noto Richard Dawkins (di cui ho letto l’interessante libro “Il gene egoista”).
C’è un atteggiamento incredibilmente violento e intollerante da parte di queste idee.
Un immagine, un icòna, non è mai innocente: rispecchia un modo di pensare e trasmette un modo di vedere la realtà, di vedere se stessi rispetto a “gli altri”. E lancia messaggi ben precisi.
Cosa “dice” questa immagine?
Dice sostanzialmente che chi ha una certa fede (le persone in basso che animatamente discutono – con tanto di punti esclamativi) si trovano “in basso”, sono dunque da compatire perché persone irragionevoli. Mentre chi si pone il dubbio (il punto interrogativo) si trova “in alto” e in atteggiamento decisamente altezzoso, misto a compassione commiserevole, si pone “sul gradino”, perché si crede più intelligente.
La cosa curiosa è che essi rimproverano alle religioni di mettersi dalla parte della verità, di ergersi un gradino più in alto degli altri. Ma loro non si mettono sul gradino: vanno direttamente sul podio, un podio anche più alto del solito; e di fatto, fanno la stessa cosa: la “A” di Ateismo, ti consentirebbe di “stare più in alto”, di essere superiore agli altri, di guardarli dall’alto verso il basso. E di dispezzarli.
E così, negando ogni verità, proclamano la propria verità: che loro sono meglio di tutti gli altri, che la loro prospettiva è “la più alta”.
Interessante anche il titolo di questa “innocente” immaginetta propagandistica, il cui file online contiene le parole inglesi extremist e moderate: estremista sarebbe chiunque crede in una fede e moderati sono senz’altro loro dall’alto della propria “A”: solo chi sarebbe ateo sarebbe “moderato”; solo chi si pone nel dubbio (ma è veramente un dubbio?) può guardare gli altri dall’alto verso il basso, come un sovrano déspota che scruta i suoi sudditi.
Hanno fatto della loro “A” il proprio idolo, usato per farsi superiori agli altri.
Questo modo di vedere le cose mi pare l’anticamera della discriminazione, dell’annullamento della libertà altrui, di rapace intolleranza e illiberalità. Non dobbiamo stupirici: questa è la logica conseguenza se si prende l’ateismo veramente sul serio, come fanno i fun di Dawkins, o come ha fatto di recente il tanto televisivo Umberto Veronesi in italia.
C’è poi un’altro volto, più ipocrita, della ideologia ateo-liberale: Michele, figlio di atei, di 31 anni e programmatore è un ragazzo (quasi coetaneo e collega) che ha ricevuto il battesimo in questa Pasqua e dice:
«Non mi ero mai reso conto – ammette adesso – che le mentalità atea e liberale hanno, ugualmente, una forte influenza sulla formazione di una persona, determinando ugualmente l’agire». Non essere stato battezzato, quindi, non ha significato essere «libero di scegliere», ma semplicemente vivere ed essere educato con altri valori e un’altra «bussola». [2]
Quello che non capisco è, allora, per quale ragione il non voler battezzare i propri figli spesso viene giustificato, con immensa ipocrisia, come un voler “lasciar libero di scegliere da grande”, quando invece non si ha la forza (o la consapevolezza?) in realtà di “volerlo educare ad altri valori”, il che sarebbe più coerente; ma in virtù di un falso senso di libertà, non lo si vuole ammettere.
Tutti abbiamo degli idoli, delle bussole e questo di per se non è un male ne un bene; li abbiamo sempre, che ne siamo coscienti o no. Perchè ne abbiamo naturalmente e ontologicamente bisogno: l’importante è conoscerli e soprattutto sapere dove ci portano. E i vostri idoli, dove vi portano? Le vostre bussole, che direzione segnano?
[1] formato originale dell’immagine qui:
[2] storie tratte da “Catecumeni, storie di una vita nuova @ RomaSette.it”
28 feb 2010
FabrizioFilosofia Bach, Filosofia
creatura impastata di terra fangosa e altra acqua, e a null’altro destinata che a spezzarsi a terra prima o poi e a terra ritornare. [tratto da qui]

Questa citazione è di Johan Sebastian Bach, che scrive alla moglie Anna Magdalena una poesiola in riferimento alla sua pipa. Non faceva solo musica il grande compositore, ma rifletteva profondamente sulla vita, sul mondo che lo circondava; “terra fangosa” richiama alla concezione aristotelica dei quattro elementi costituenti tutta la materia: evidentemente ancora a quel tempo si pensava che il legno fosse un mix di terra e acqua. Oggi sappiamo che è un mix di centinaia di atomi diversi e migliaia di molecole, ma il senso di quello che il compositore tedesco vuole dire non cambia.
Che sensazioni, impressioni, riflessioni vi sucita questa osservazione?

Older Entries Newer Entries
Commenti Recenti