06 mar 2011
FabrizioMedio Oriente, Religione Fede Chiesa, Societa e Cultura Chiesa, Diritti Umani, Libertà

Shahbaz Bhatti, 1968-2011. Ministro per le minoranze religiose in Pakistan assassinato il 2 marzo.
Come molti sanno quest’uomo, ministro per le minoranze religiose in Pakistan è stato assassinato in questi giorni dai fondamentalisti perchè si è pronunciato a favore di Asia Bibi e contro la legge sulla blasfemia in quel paese.
Questo è il suo testamento.
«Il mio nome è Shahbaz Bhatti. More
25 set 2010
FabrizioEsperienze Personali, Religione Fede Chiesa Casa del Padre, Chiesa, Esperienze, Santi

Chiara 'Luce' Badano
Sono tornato da poche ore, insieme con mia moglie, dalla Celebrazione della Beatificazione di Chiara ‘Luce’ Badano (ne ho parlato quattro giorni fa nel post “Una madre vera per una storia vera”) presso il Santuario del ‘Divino Amore’, poco distante da dove abitiamo. C’era gente venuta apposta dal paesi lontani: ho notato bandiere brasiliane, irakene, e anche… paraguaiane. Ho visto anche cinesi e africani, oltre che naturalmente numerosi italiani venuti dalle terre di Chiara, piemontesi e liguri. Anche noi eravamo li ‘apposta’, ma… da 10 km soltanto….
La giovane diciannovenne si ammala di osteosarcoma, un tumore dolorosissimo che non lascia scampo; sapeva che ci avrebbe presto lasciato.
Fra i tanti momenti emozionanti e profondi vissuti in quel paio d’ore, ci ha lasciato un segno un brano della sua biografia, letta pubblicamente:
Alla mamma che le chiede se soffre molto risponde: «Gesù mi smacchia con la varecchina anche i puntini neri e la varecchina brucia. Così quando arriverò in Paradiso sarò bianca come la neve [1]» More
21 apr 2010
FabrizioReligione Fede Chiesa Cattopregiudizi, Chiesa

Lastra sepolcrale marmorea nel cimitero di S. Callisto a Roma, sotto il nome della defunta Rufina Irene. III secolo.
Rispondo direttamente a Mauro Pesce su La sindone e la religione dei primi cristiani e a tante altre persone che usano questo mito dei «primi cristiani» allo stesso modo.
E’ anche una risposta indiretta al commento di “Marco, 21 apr 2010 @ 15:54:17” sul mio post Ascensore politicamente corretta.
Un elemento molto ricorrente nelle discussioni che riguardano certi culti e religiosità del cristianesimo, sembrano marchiati con inchiostro indelebile del dogma mitico dei «primi cristiani».
More
20 mar 2010
FabrizioReligione Fede Chiesa Cattopregiudizi, Chiesa
Mi perdonino i miei lettori per il complicato gioco di parole del titolo. Ma per chi avrà la pazienza di arrivare fino alla fine, ne sarà chiaro il senso.
C’è un gran scrivere e parlare sulla questione dei “preti pedofili”. Una questione che non può interrogare anche chi, come me, è credente.
Dopo aver analizzato a fondo i dati (e non i commenti emotivi) l’idea che mi ero fatto era che, infondo, per l’ennesima volta si presentava la solita ghiotta occasione per i detrattori della Chiesa e che, senza sminuire la gravità dei fatti, la Chiesa si trovava comunque a dover affrontare l’ennesima campagna diffamatoria (la diffamazione non è calunnia!). Pensavo quindi opportune posizioni come quelle di Luigi Accattoli su Liberal, ex vaticanista, che ci ricorda come la Chiesa non è in realtà un covo di pedofili come la stampa vuol far credere e volendo scrivere dei pezzi sulla visita di Benedetto XVI alla comunità luterana a Roma, denuncia rassegnato sul suo blog che “In queste settimane non c’è verso di scrivere qualcosa sui giornali che non riguardi la pedofilia”. Andrea Tornielli con un articolo su il Giornale, ci ricorda la reale (e da pochi detta) responsabilità del Vescovi, che non è solo quella di aver “occultato”, come molti pensano. E’ da anni che vado ripetendo che i giornali non “danno” informazione; “fanno” informazione. Anche la gerarchia vaticana si è messa in campo per mettere i puntini sulle “i” con comunicati vari (vedi ad esempio [1] e [2]). Insomma da parte cattolica si ha si una ammissione della gravità della cosa, ma anche un “giustificarsi” e un “denunciare” un eccessivo “accanimento”. Tutto “giusto”, tutto condivisibile.
Ma in quale prospettiva?
Questa volta ho deciso di mettere da parte la mia solita lettura polemica nei confronti della massmedialità e lanciare una sua difesa; ho provato ad analizzare i fatti in una prospettiva comunque diversa: non quella che si sollazza nel puntare l’indice; non quella che si preoccupa di ricercare le “cause” e analizzare i “fatti” pur importanti: altri lo sanno fare meglio di me.
La grande indignazione nei confronti della Chiesa è infondo infondo un riconoscimento implicito della sua alta e insostituibile autorità morale. E’ infatti fuori discussione che è in atto un accanimento mediatico nei confronti della Chiesa (i numeri lo dimostrano). Ma perchè questo “accanimento”? La risposta è che “la gente” si aspetta da lei “qualcosa di più” che non da altri ambienti. E questo non è poco. E’ un riconoscimento implicito: in tempi di secolarizzazione non è affatto scontato.
Se abusi sessuali avvengono in qualche setta (come notizie di questi giorni riportano [3] [4] [5]) oppure in ambienti già di per se “sospetti”, evidentemente si pensa: “vabbè… da loro ce lo potevamo aspettare, visto come va il mondo oggi”.
“Ma dalla Chiesa no!”
E perchè no? Non è forse la Chiesa un “luogo” come un altro? Fatto di peccatori, etc…. ? si … e no. Ansi, non tanto….
Infondo la gente sa, e implicitamente riconosce, che la Chiesa è la Chiesa di Cristo. E infondo “sa pur non sapendo” che Cristo l’ha scelta. E poiché la gente sente e vede comunque Cristo come Verità, si indigna ancora di più se proprio i primi testimoni di Cristo lo tradiscono (“guai a chi scandalizza uno di questi piccoli” – Mc 9,42).
Sente Cristo lontano, ma proprio per questo lo desidera di più.
E infondo “sa” che senza Chiesa, non c’è Cristo. Senza sposa, non c’è sposo. Forse non è una consapevolezza cosciente. Questo grido forse non è un grido pazzo, è un grido di aiuto: un grido di salvezza. E’ un desiderio collettivo di ritorno ancestrale -come un bambino desidera l’utero materno- ad una Chiesa ascetica, ieratica, che conduce veramente gli uomini a Dio. Che faccia delle beatitudini il suo “pane quotidiano”.
E’ per questo che la gente e la pubblica opinione si “accanisce”: c’è dietro questo un desiderio profondo, inconscio, che è infondo molto bello. Paradossalmente anche in questi fatti così tristi e incresciosi, si ha una epifania dell’universalità della Chiesa e il suo essere posta nel mondo per la salvezza degli uomini, anche se può apparire davvero paradossale proprio in un frangente del genere.
I cristiani debbono saper cogliere questi segni: si, esiste davvero questo desiderio inconscio di avere Cristo nel cuore e la Chiesa come vera Madre: altrimenti non vi sarebbe motivo di questo eccesso di indignazione o eccesso di accanimento nei confronti della Chiesa, anche se a volte può essere un accanimento ideologico, ma non credo sia tutto così.
Con questo accanimento la gente infondo denuncia (o testimonia!?) che la Chiesa è cosa seria. Non può accettare che essa venga trattata come ogni altro luogo. Perché non è un qualsiasi luogo. Disprezzandola e accusandola forse anche al di sopra del necessario e del ragionevole, infondo ne testimonia l’unicità, la preziosità, la insostituibilità.
Dunque i titoli di giornale certamente “esagerati” sono un grido di denuncia e di speranza allo stesso tempo, che urla:
“abbiamo sete di Dio!
E voi che dovreste farci vedere Dio, non ci state dissetando”.
Cosa dovrebbero fare i cristiani dunque? Semplice: quello che ha fatto Cristo: lui che era l’unico giusto, difronte all’ingiustizia è rimasto in assordante silenzio. Lui si è caricato delle colpe degli altri. La Chiesa faccia altrettanto: si carichi oltre che dei suoi, anche dei peccati degli altri; questa si che è una ascetica penitenza; e rinunci a dire cose che (anche se vere e ragionevoli) danno la sensazione di volersi giustificare. Perché non è così che ha fatto Cristo, nonostante fosse innocente.
Non sarebbe vera testimonianza se la Chiesa si assumesse il peso anche di un eccessivo accanimento? Se tacesse, pur avendo in parte “ragione”? Non la conformerebbe questo più a Cristo? E non sarebbe questo conformarsi che infondo la gente chiede alla Chiesa?
Qualcuno potrebbe vederci un autolesionismo eccessivo, misto ad autocommiserazione. Ma anche il gesto di Cristo avrebbe potuto essere interpretato allo stesso modo: e invece….
Quindi, per quanto “giusto e ragionevole” possano sembrare certi discorsi in chiave difensiva per via dell’ “accanimento”, rimangono sempre una giustizia “del mondo”: proprio quella giustizia che la gente non chiede ormai più.
Forse bisogna andare oltre. E fare la giustizia di Dio, che è la legge della Carità. Bisogna dissetare questa generazione, che, sempre più assetata, grida disperata, con la gola secca, che gli sia mostrata un po’ d’acqua viva. Per poi poter gridare, come la Samaritana al Pozzo, “venite e vedete!” (Gv 4).
19 nov 2009
FabrizioPolitica, Religione Fede Chiesa, Societa e Cultura Chiesa, Europa, Laicità, Radici cristiane
Un retroscena nuovo e singolare, per proseguire sui precedenti post “Crocefissi per le allodole” e “Crocefissi per le allodole 2 (errata)“.
Ieri parlando con una professoressa, storica, di cui non voglio fare il nome, mi dice di avere colleghi che hanno avuto accesso all’ archivio Vaticano a verbali e agli atti preliminari della trattativa sul Concordato, fra Governo Italiano e Santa Sede, e mi ha raccontato cose interessanti.
In tali atti risulterebbe che papa Pio XI in persona intervenne per sciogliere un nodo che si era creato nelle trattative all’interno delle rispettive delegazioni diplomatiche: rinunziò definitivamente a Villa Doria Pamphilj di Roma, che evidentemente era oggetto di trattativa, in cambio della presenza del crocefisso nei luoghi pubblici e l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole, anche se questo non venne scritto poi nel testo del Concordato. Alla faccia di chi dice che la Chiesa guarda solo al denaro e all’oro.
Quelle trattative durarono sei anni: infatti la legge sul crocefisso è del ’24 e il Concordato è del ’29. Quindi anche se in nessun trattato o aggiornamento concordatario è presente alcun riferimento al crocefisso nei luoghi pubblici, e quindi formalmente è libero da questi vincoli ed è in toto affare dello Stato, sarebbe comunque vero che la legge è storicamente legata a quegli eventi.
Non ci sono pubblicazioni o libri che possano confermare quanto detto: qualcuno dovrebbe andare a verificare negli archivi Vaticani. Mi spiace deludere i miei cinque lettori e dire che non ho modo, ne tempo, ne voglia di farlo; che prendano la notizia così com’è.
Commenti Recenti