Superbe 1 (poesia)

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Jennifer Aniston

Superbe, dal progresso accecate,
sopra la cattedra della celebrità,
intoccabili si sono appostate.
Menti e vita dominano già.

Camici avari
di ex ippocratici
da Hiroshima ancora
saranno insanguinati.

Superbe,
girano il pollice in su,
lo girano in giù,
e i moderni le osannano.

Ti tolgono il padre,
di essere padre,
e tutti l’applaudono.

Idoli moderni
seminano orrori,
dicono menzogne,
scattano loro foto eccitati.

Gettano il maschio che non le aggrada,
creano a propria immagine
le nuove vite che verranno.

Dietro facce d’angelo
e labbra voluttuose
invisibili si celano denti di acciaio
che le umane anime senza speranza,
e gli umani corpi ormai più senza tatto,
maciullano già con potente anestetico.

E noi, banda di fratelli,
raminga e straniera,
Primo Amore attendiamo
come folli danzando.

25.08.2010

Questa poesia mi è stata ispirata da: articolo Jen: «Uomini senza palle»«Un figlio anche da sola» (screenshots salvati qui: [1] [2] [3] [4]); e da un intervento del prof. Renzo Puccetti (link).

AGGIORNAMENTO: questo post continua in Superbe 2 (poesia) (04.09.2010)

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