Sette e Religioni: la distinzione non è arbitraria

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Che cosa è una setta ? Cosa distingue le religioni dalle sette ?

Come spiega magistralmente Wikipedia, la definzione di setta è molto controversa: spesso l’essere setta o l’essere religione (per quella cristiana diremmo l’essere Chiesa) dipende da fattori politici e non oggettivi: dipenderebbe fondamentalmente da quanto un gruppo è numeroso.

Secondo un’altro schema, spesso con il termine “setta” si indicano quei gruppi per cui nei confronti degli adepti avverrebbe un controllo:

  • sul comportamento e le abitudini della persona (Behaviour control)
  • sulle informazioni a sua disposizione (Information control)
  • sul pensiero (Thought control)
  • sulle emozioni (Emotions control).

da cui l’acronimo inglese B.I.T.E., che ironicamente in questa lingua vuol dire anche mordere. Tuttavia è facile osservare che anche l’adesione a un credo religioso per così dire classico che non chiamiamo certamente setta (Cattolico, Protestante, Buddhista, Islamico…) provoca in chi ad esso aderisce in modo pieno, modificamenti nel comportamento, nel pensiero e nelle emozioni (forse un po’ meno sull’informazione). Possibile che la differenza debbba essere solo di questo tipo?

Forse non è qui che si esauriesce la questione.

Una prima importante differenza è che una religione buona non dovrebbe mai controllare in modo attivo i propri membri su questi punti, ma al massimo stimolare liberamente un modello virtuoso in tal senso. Ecco perchè la libertà religiosa è importante e imprescindibile: deve essere data la possibilità a chi aderisce di sbagliare e poter riparare lo sbaglio, ma sempre nell’ambito della libertà individuale, nel rispetto della sua indivualità e senza conseguenze negative per lui o lei o minaccie di alcun tipo. Quando questo non viene permesso, si è certamente in presenza di una setta.

Ogni credo, religione o setta possiede e professa una sua propria verità, ossia un sistema di credenze che è una visione del mondo e della comunità stessa.

Un altro aspetto delle sette riguarda l’essere chiuse rispetto alla “verità” (la loro verità ovviamente). Una religione buona non nasconde ai propri membri nessun aspetto della sua verità e lo fa fin dall’inizio.

Alcune organizzazioni settarie, non solo quelle religiose ma anche laiche come ad esempio le varie massonerie, organizzano i propri membri in modo gerarchico prevedendo una ascesa, spesso molto rigida, solo dei membri ritenuti più adatti. La cosa importante è che la verità non viene svelata fin dall’inizio al nuovo membro (perchè altrimenti, evidentemente, non aderirebbe affatto) ma viene svelata solo in parte; in genere si tratta di una verità parziale, con molti aspetti seducenti, che sembrano innocenti e più spesso sembrano virtuosi e giusti. Mediante vari progressivi “gradi” si accede alla “verità” che viene man mano svelata solo quando il membro viene ritenuto sempre più “adatto” e sale di “grado”; questo avviene con il tempo e solo praticando una rigida pratica. Spesso tali “verità” conducono alla più totale perdizione perchè il membro viene via via indottrinato e spinto, mediante un progressivo e incoscente lavaggio del cervello, a fare cose che, se gli fossero state svelate fin dall’inizio, non le avrebbe mai fatte e non avrebbe mai aderito al movimento.

Con le vere religioni, quelle oneste, questo non accade: soprattutto nelle grandi religioni rivelate (Cristianesimo, Islam, Ebraismo ma anche Induismo e Buddhismo) la verità è tutta nota. Spesso è scritta in un Libro Sacro (Bibbia/Vangelo, Torah, Corano, Veda) che costituisce una rivelazione all’uomo. In esse non c’è inganno: c’è la libertà da parte dell’uomo di accettare o non accettare quello che in essa viene propugnato, senza paura di verità nascoste, e quindi ingannevoli e perverse. Se non fossero ingannevole e perverse, perchè dunque nasconderle? Insomma in una buona religione, la verità è tutta declamata. A tutti, da subito, in modo completo e senza distinzione.

Per me che sono cristiano, la verità, ovviamente è solo quella del Vangelo; tuttavia devo riconoscere che nonostante dal mio personale punto di vista esiste una sola verità religiosa e tutte le altre non possono esserlo (per un credente la verità non può che essere quella della propria religione, a meno di pensieri sincretistici), devo riconoscere che ci sono professioni ingannevoli e professioni non ingannevoli e questo concetto prescinde dalla verità.

Ma ecco che le cose si complicano quando ci si accorge che questa distinzione religione-setta non è binaria: si / no. Può essere anche “graduale” ecco quindi che in mezzo ai due estremi: setta (esoterica e ingannevole) e religione onesta (essoterica e aperta) ci possono essere tanti movimenti “di mezzo” in gradi progressivi: alcuni movimenti si avvicinano di più a una setta (senza essere versa setta) o di più a una religione a seconda di quanto applicano o nascondono la verità o certe verità; la verità in questo caso può anche non riguardare quella strettamente religioso-dogmatica, ma può far riferimento ad esempio ad alcune pratiche o aspetti secondari della Rivelazione e dei Principi; come un complesso gradiente ci si avvicina tanto di più verso una setta o tanto di più verso una religione.

Esistono ad esempio sotto-movimenti che fanno parte anche ufficialmente di una grande chiesa ma che hanno alcuni aspetti simili alle sette (in ambito cattolico penso ad esempio all’ Opus Dei o al Cammino Neocatecumenale); da questo fatto discende il loro spesso controverso status. Altre invece sono confessioni religiose ufficiali ma autonome, come ad esempio i Testimoni di Geova che non sono propriamente una setta, ma rientrano in quel gradiente che le allontana dalle religioni più “aperte”: le diffuse testimonianze di molti fuoriusciti lo dimostra [1]. E cosa dire dei Mormoni, che negli USA praticano la poligamia [2] ? Alcuni signori arrivano ad avere decine di mogli e centinaia di figli, con un controllo spesso ossessivo e violento nei confronti dei suoi membri.

Insomma ce ne è per tutti i gusti.

Nel cristianesimo autentico non c’è settarismo: il peccatore viene sempre riammesso. Il perdono è sempre possibile. La verità è una sola e completamente nota. Anche se esiste una gerarchia ecclesiastica, essa non è custode di verità diverse da quelle che vengono professate a tutti: un vescovo o un papa ha accesso alle stesse fonti di conoscenza cui qualunque fedele può accedere; l’unica differenza è che i primi dedicano la propria vita allo studio di quella conoscenza: cambia solo la quantità di tempo e l’impegno che essi vi dedicano rispetto a un membro “comune”. Ma nessuno vieta a un membro “comune” di soddisfare la sua sete di conoscenza e arrivare, se così si può impropriamente dire, a gradi più elevati con lo studio e con la pratica: infatti molte persone ci arrivano senza passare per quella gerarchia, e vengono spesso da essa riconosciti, magari a posteriori; anche nel caso in cui questa persona si era posta contro la gerarchia. Ad esempio ci sono e ci sono stati molti insigni teologi che sono laici, molti santi e beati che vengono dal mondo dei poveri, degli ignoranti, degli “ultimi”; i pastorelli di Fatima erano bambini analfabeti, per certi versi incoscenti di quello che stava loro accadendo. San Francesco rischiò l’eresia, ma alla fine la verità venne riconosciuta.

Ci sono persone più grandi di altre, ma l’essere grandi non dipende da quanto grandi esse appaiono agli uomini: questo rimane un mistero riservato a Dio e alla sua Grazia.

note:
[1] cercare con Google “testimoni di geova fuoriusciti”
[2] cercare con Google “mormoni poligamia”

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