Sessodittatura

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Una delle solite “notizie” su prostituzione & dintorni, fissa l’attenzione su l’identikit dei clienti: Prostitute, ecco l’identikit dei clienti”.

Interessante l’osservazione del solito intervistato anonimo, ovviamente maschio:

[le mogli] Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono.

Se questo è vero vuol dire che entrambi sono malati: lei perché strumentalizza il sesso come arma e non ne fa un dono verso di lui. Lui perché ne è comunque schiavo e pensa in qualche modo di “averne diritto”, piuttosto che riceverlo in dono da lei: per supplire a questo “diritto” va a trovarselo a pagamento.

Se invece non è vero, allora vuol dire che chi asserisce questo sta semplicemente trovando una giustificazione (solo apparentemente) “plausibile”, per negare in qualche modo il proprio malessere e schiavitù verso il sesso e scaricare almeno una parte della responsabilità verso la moglie (!?).

Cosa ne pensano i miei lettori, ma soprattutto le mie lettrici? Un uomo che asserisce questo, mente per giustificarsi, oppure siamo in presenza di doppio abuso e schiavitù (di lui+di lei)?

Secondo me sono verosimili entrambi i fenomeni….

Una cosa è certa: quando una persona è schiava di questo, siamo in presenza di sessodittatura. E l’uomo non è più libero. La fedeltà, l’amore vero, il sesso come dono, non è forse quello che tutti desideriamo e sogniamo infondo nel nostro cuore? E’ moralismo o buon senso?

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