Pechino 2008

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Le olimpiadi di Pechino sono partite. Pensavo che il il boicottaggio sarebbe stata una scelta giusta. Ma mi sono ricreduto. Penso che, in fin dei conti, non sarebbe stata una buona idea: i media non fanno altro che parlare di olimpiadi e di diritti umani in Cina.

Da sempre la Cina viola i più elementari diritti umani. Per quaranta anni abbiamo fatto crescere questo gigante, e adesso che non possiamo più arrestarlo ci fa paura. L’ideologia democratico-liberale in stile occidentale ci ha fatto credere che democrazia e sviluppo economico vanno di pari passo e che quindi la Cina, “prima o poi” con la “ripresa” di Hong Kong, con l’apertura dei mercati, con la crescita economica si sarebbe democratizzata. Troppa fiducia nel “libero mercato”. Forse qualcuno ci credeva davvero.

E invece in Cina oggi molti sacerdoti spariscono; monaci buddhisti torturati; dei coraggiosi studenti di piazza Tienanmen del 4 giugno 1988 nessuno sa che fine abbiano fatto. Dalla Cina in internet non è possibile accedere a www.amnesty.org o www.vatican.va oppure www.humanrights-china.org e migliaia di altri…. lo stesso “Google” ha accettato di collaborare alla censura cinese pur di entrare in quel mercato [1]. Se dalla Cina provate con “Google Immagini” a cercare “tienammen” non avreste lo stesso risultato che trovate invece in italia.

Bush oggi fa la voce grossa [2] e sbraita contro i diritti umani. Non ci si poteva pensare nel 1988? Frattini va a Pechino. Sarkozy invia una lista di detenuti politici [3]. E’ vero che siamo maledettamente ipocriti: come se questi problemi siano noti da ora… forse dopo le olimpiadi si parlerà molto meno di diritti umani in Cina.

Ma almeno un paio di risultati li abbiamo ottenuti:

  1. Oggi è più chiaro a tutti che la dittatura cinese è un vero mostro e che non è detto che ci convenga ancora tacere su questo problema.
  2. I governanti cinesi hanno fallito il progetto di usare le Olimpiadi per dare all’estero una immagine “armoniosa” e positiva di se [4].

Parlare delle Olimpiadi è anche un pretesto per parlare dei diritti umani, e lo si sta facendo. I molti giornalisti li presenti ci stanno riportando notizie, impressioni, reportage sulla censura che subiscono dalla polizia cinese. Il boicottaggio non avrebbe raggiunto lo stesso risultato, anche se era “giusto” in linea di principio.

[1] Corriere della Sera on line, 25.01.2006
[2] http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=29068&sez=HOME_SPORT
[3] http://www.agi.it/news/notizie/200808071511-cro-rt11099-art.html
[4]
Bao Tong: La verità sui Giochi Olimpici e sulla Cina (Asianews)

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