ONU, AIDS e disinformazione

No Comments

Riporto un ANSA relativa alla conferenza ONU sull’ AIDS in Messico dell’8 agosto scorso: [1]

NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO PIU’ COLPITE LE DONNE SPOSATE

Nei Paesi in via di sviluppo sono le donne sposate e monogame le più colpite dal virus Hiv. Secondo il rapporto presentato dall’associazione Population Action International nella conferenza mondiale sull’Aids di Città del Messico, “il matrimonio viene spesso percepito come un fattore di protezione, ma non lo è”. Lo testimonia il fatto che anche i Paesi in cui il numero di nuove infezioni si è ridotto, la maggior parte di esse avviene adesso tra le donne sposate e monogame”. Accade per esempio in Cambogia, dove quella da marito a moglie è la principale modalità di trasmissione del virus Hiv, responsabile di due quinti delle nuove infezioni. Il problema, rileva l’indagine, è che “l’uso del condom continua ad essere molto poco diffuso nelle coppie sposate e con i partner fissi”, mentre “resta associato a infedeltà o prostituzione. E un recente studio del programma sull’Aids delle Nazioni Unite (Unaids) ha calcolato che il 90% delle donne sieropositive sono state infettate dal marito”. Nei Paesi più poveri le conseguenze di questi comportamenti trasformano il sesso non protetto nel secondo fattore di rischio per la salute delle donne e la quinta causa di morte. Una situazione tanto più grave considerando che, sempre nei Paesi in via di sviluppo, si calcola che nei prossimi dieci anni ben cento milioni di giovani si sposeranno prima di compiere 18 anni.

Il teorema che l’ONU e i mezzi di (dis)informazione ci propongono più o meno come messaggio è il seguente. Facciamo attenzione al sottile linguaggio e i toni che vengono usati:

  1. Per prevenire l’AIDS bisogna usare il preservativo anche all’interno di coppie sposate o stabili. Questo viene esplicitamente identificato come “il problema” rivelato dall’indagine.
  2. L’infedeltà e la pratica di prostitute invece non sarebbe “la causa” ma solo “resta associato a..” come a dire che il motivo per cui molte donne vengono infettate dal marito/compagno non è che questo (poverino!) è infedele e frequenta prostitute, ma questa sarebbe solo una caratteristica contingente e secondaria in quanto “associata a…“.
  3. La conclusione cui si vuole arrivare è che uno dei problemi dell’ AIDS è il matrimonio (in particolare di giovani coppie) visto che 100 milioni di nuovi matrimoni sono previsti, avremo 100 milioni di persone a rischio. Senza dubbio un grande allarme!

Vi sembra scientifico e obiettivo tutto questo? A me no:

  1. Come si fa a proporre a una coppia stabile (sposata o no) di usare il preservativo perché l’altro partner potrebbe tradirlo? Non è una pressione psicologica mostruosa? Se una coppia vuole usare il preservativo per motivi suoi lo faccia pure, ma pretendere che questa sia una politica di massa contro la diffusione dell’AIDS a tutela della salute della donna con un partner stabile mi sembra violento e ingiusto perché mina il rapporto di intimità fra la coppia. Chi di voi avrebbe il coraggio di dire al proprio partner: “senti ti amo tanto, ma siccome l’ONU valuta rischioso il rapporto non protetto, bisogna che usiamo il preservativo comunque perché tu potresti tradirmi con qualcuno infettato”. Non stiamo parlando di una persona qualunque incontrata per caso… ma del proprio partner fisso, marito/moglie o compagno/a! Se certe politiche anti-AIDS sulle quali ci si accanisce falliscono, non mi pare difficile capire perché. Altra domanda: come si fa a pensare solo teoricamente che una donna possa usare o avere accesso al preservativo, in certi posti o villaggi remoti e poverissimi dove un pugno di frumento per sfamare se stessi e i propri bambini è un autentico sogno? E questo dovrebbe accadere proprio nei paesi poveri a maggiore diffusione di AIDS! In queste condizioni se anche l’ONU mi facesse piovere i preservativi in testa, io me li venderei per dar da mangiare ai miei figli (sempre che qualcuno li compri!). Ci aveva visto bene Madre Teresa di Calcutta che insegnava ai poveri il metodi naturali (e gratuiti!) per il controllo della fertilità, ma la cosa evidentemente non interessa molto alle case farmaceutiche ne all’ ONU. Per fortuna alcuni paesi, come l’Uganda non ascoltano l’ONU e adottato altre strategie, con migliori risultati: ma di questo ovviamente nessuno parla perché queste strategie ci appaiono “politicamente scorrette“.
  2. Mi pare davvero evidente che le cause sono invece l’alto tasso di tradimento (soprattutto degli uomini a svantaggio sempre della donna, indifesa e più debole), la diffusa prostituzione, sempre segno di povertà, emarginazione, e nei paesi poveri anche di scarsa istruzione. Ma ovviamente l’ ONU siccome deve essere a tutti i costi politically correct non può mettersi a fare bigotte politiche moraliste per indurre la gente ad essere fedele: meglio quindi minare l’intimità affettiva di una coppia facendo pressioni psicologiche a usare il preservativo, piuttosto che dire chiaramente le cose come stanno.
  3. L’ultimo punto poi è semplicemente assurdo. Come dire che siccome sono previste X nascite nei prossimi Y anni, e siccome tutti debbono prima o poi morire con aspettativa di vita di Z anni, allora avremo X morti nei prossimi Y+Z anni. Dove è la sconvolgente notizia? E’ come a dire che siccome la causa di morte sono le nascite, bisogna abolire le nascite! Una tautologia propagandistica.

Mi domando se tutto questo è politica sanitaria e sociale oppure una ideologia che vuole vedere a tutti i costi la famiglia, il matrimonio, i figli come il problema del mondo da eliminare, mentre invece se tutti scopano senza freni col preservativo va tutto bene. Si, va bene per le tasche di chi produce questi miracolosi (e costosissimi) oggetti di plastica. Ok… sto esagerando coi toni.… ma non è che almeno in parte non ci sia un fondo di verità?

Della fame, della donne costrette alla prostituzione, dell’affettività nella coppia, del rispetto per il proprio partner, del valore della moderazione sessuale, della scarsa istruzione, soprattutto delle bambine, non sembra importare. Questo si è quasi una certezza dimostrata dai fatti.

PS: Se siete arrivati fin qui (e magari volete scrivere un commento) concludendo una mia “contrarierà di principio ai preservativi”, prima per favore chiudere gli occhi per 10 secondi, respirare profondamente e rileggere da capo tutto il post; all’occorrenza ripetere l’operazione più volte fino alla scomparsa del sintomo.

[1] notizia Ansa.it ripresa da corriere.it , swisscom
Si veda anche l’esperienza Ugandese:

http://allafrica.com/stories/200809011040.html
http://www.avert.org/aidsuganda.htm
http://www.who.int/inf-new/aids2.htm
http://www.un.org/ecosocdev/geninfo/afrec/vol15no1/151aid12.htm

Soprattutto il punto di vista ugandese riguardo la conferenza messicana: http://www.newvision.co.ug/D/8/459/646333
http://www.aidsuganda.org/
http://allafrica.com/stories/200808240010.html

Leave a Reply

*