L’incontenibile ricetta buona
13 ago 2007
Quante volte ci è capitato di dire ad un amico o amica la ricetta di qualche cosa di buono?
O, piu in generale, quante volte abbiamo condiviso un segreto, una tecnica, una conoscenza, che in base alla nostra esperienza era positiva e che, alla prima occasione non abbiamo “visto l’ora” di condividerla con qualcuno?
A volte, sono gli altri a chiedercelo: “Mi dici la ricetta di questa torta?”. E noi, tutti contenti e soddisfatti, sembra che non aspettiamo altro che ce lo chiedano. E giù, via… a spiegare felici nei piu minimi dettagli, anche quelli non richiesti.
Sembra una cosa normale; certo lo è. Ma perchè?
Più profondamente, cosa ci spinge a condividere con gli altri queste esperienze positive? Dire che lo facciamo perchè ci piace è come dire che un sasso cade perchè tente ad andare verso il basso: non spiega nulla.
Cosa c’è di profondo in noi, che ci fa essere smaniosi di condivisione delle idee agli altri? Tendiamo a condividere queste cose più di quanto non lo facciamo con i beni materiali. Il motivo di questo è semplice: il bene materiale ha una disponibilità limitata: non possiamo condividere indefinitivamente un qualcosa con altri senza rinunziare a un frazione di quel qualcosa. Per i beni immateriali invece (idee, esperienze, know-how, filosofie, financo ricette di cucina!) sono duplicabili all’infinito; a costo zero.
Un esempio ricorrente è: “Se ti dono una mela, in totale abbiamo sempre una mela. Se ti dico una idea, in totale abbiamo due idee“.
Le idee, le esperienze, le filosofie, non sono beni materiali, ma immateriali. Non solo non si consumano, ma si duplicano a costo zero. Il loro successo sta proprio nel duplicarsi il più possibile.
Anche se è vero che privarci di un bene materiale è certo piu impegnativo e più altruista che donarne uno immateriale, rimane comunque la domanda: perchè siamo irrefrenabilmente portati a condividerlo? E’ perchè lo facciamo con tanta maggiore gioia quanto piu lo facciamo in modo disinteressato e gratuito?
Si potrebbero trovare molte risposte: sociologicamente si tende a condividere queste cose perchè è più efficiente, quindi il gruppo sociale evolve, progredisce e acquista complessivamente un know how che viene sembre da un singolo; anche da un punto di vista puramente economico si possono trovare molteplici risposte simili.
Meno evidente è invece è perchè siamo portati a fare questo con soddisfazione e godimento? Perchè siamo felici di farlo?
Da dove viene quella contentezza e soddisfazione profonda nel raccontare ad altri queste esperienze, idee, o conoscienze?
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