Laicità a senso unico

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Ecco tre citazioni recenti di tre ecclesiastici “doc” e una mia riflessione:

(A) Benedetto XVI, omelia Domenica, 7 settembre 2008 (visita pastorale a Cagliari):

il mondo del lavoro, dell’economia, della politica, che necessita di una nuova generazione di laici cristiani impegnati, capaci di cercare con competenza e rigore morale soluzioni di sviluppo sostenibile.

(B) Prolusione del Card. Angelo Bagnasco al Consiglio Episcopale Permanente – 25/27 gennaio 2010:

Mentre incoraggiamo i cattolici impegnati in politica ad essere sempre coerenti con la fede che include ed eleva ogni istanza e valore veramente umani, vorrei che questa stagione contribuisse a far sorgere una generazione nuova di italiani e di cattolici.

(C) mons. Crociata, Segretario generale della CEI, editoriale su “Avvenire”, 16.08.2010:

“non bastano tecniche e programmi, peraltro necessari, ci vogliono persone rinnovate come ci ricorda Benedetto XVI: ‘Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello del bene comune’”.

Tradotto in sintesi: “la classe dirigente e politica attuale non è credibile per un futuro fecondo. Ergo, servono persone e idee nuove”; il messaggio e l’invito, neanche velato, è che politici attuali sono caldamente invitati a farsi da parte, e in particolare proprio quelli così detti e autodefiniti “cattolici”.

Ma abbiamo letto bene, amici? Gli ecclesiastici dicono ai politici nientemeno di farsi da parte? E proprio il papa! Ma… non è questa una grave violazione della laicità? Una indebita intromissione negli affari della politica? Non bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare? Non bisogna rispettare la divisione dei poteri, spirituale e temporale? Già: l’ingerenza “dei preti”… ma come si permettono questi ecclesiastici di dire ai politici addirittura che dovrebbero andare a casa per far posto ad altri? Stiamo scherzando? Non sono questi politici rappresentanti del popolo eletti democraticamente? L’autonomia della politica non dovrebbe essere sacra almeno in questo punto, in un sano stato laico? Cosa c’entrano gli ecclesiastici?

Ma quello che più mi stupisce è: qualche giornale ha urlato alla solita “ingerenza” ? No. Strano. Come mai non ho sentito levarsi i soliti cori di questi così detti laici che sempre gridano alla “ingerenza dei preti”? Come mai la Chiesa ingerisce solo quando fa comodo? Anzi… quando fa scomodo. Ingerisce solo quanto si schiera a difesa e per il rispetto della vita, o altre questioni che non piacciono a tutti. Ma quando dice cose come queste, che per caso tutti unanimemente condividono .. allora… solo in quel caso non “ingerisce” piu! E, magia delle magie, svaniscono i giornali che urlano, si eclissano le chiacchiere al bar sul solito Vaticano che “influenza” la politica, che “ingerisce” indebitamente, e altre lagne del genere….infatti questo Vaticano ingerisce talmente tanto che i politici in questi due anni si sono tutti fatti indietro… giusto?

Per la gravità di questi fatti ci sarebbe dovuta essere una rivoluzione laica… altro che risorgimento! E invece il silenzio: d’un tratto, semplicemente, questi efficacissimi “organi di disinformazione”, queste “armi di distrazione di massa”, TV e giornali, misteriosamente tacciono. Riportano la notizia timidamente, ma nessuno ha il coraggio di accusare il Vaticano e la CEI di “ingerenza”. Mi chiedo: perché?

Perché temono l’impopolarità; perché mettersi contro una posizione che tutti oggi condividono è davvero troppo rischioso: meglio quindi due pesi e due misure, sennò rischiano di far notare troppo che anche la Chiesa ha qualcosa da dire che tutti pensano e peggio darebbero l’impressione di perseguitare davvero la Chiesa: non sia mai. Tanto, chi si accorgerà di questa incongruenza così sottile? Quasi nessuno: tutti notano infatti le notizie che vengono “date”. Quasi nessuno quelle taciute. Al massimo ci sarà qualche blogger solitario che avrà si e no dieci lettori, come questo blog. E’ questo, amici, il cinico calcolo della politica e una certa mentalità “del mondo”. Ma la Chiesa ha altri parametri: la  popolarità o l’impopolarità non contano. La reazione sarebbe stata la stessa se il politici italiani avessero avuto in questo momento storico un’ altissima stima popolare? Ne dubito altamente.

Tutto questo si spiega osservando che questo tipo di laicità, tanto decantata ed elevata a dogma sociale di chissà quale costituzione mai scritta, che altro non fa che urlare all’ “ingerenza”, non è credibile, perché è a senso unico: vale solo quando fa comodo. Quando si sa di essere deboli nella sostanza, la cosa migliore è delegittimare l’avversario: urlare “al lupo! al lupo!”; è una vecchia strategia socio-politico-mediatica che ha vari vantaggi, semplici e immediati:

  1. Si evita la sostanza della questione, sul quale non si è in grado di argomentare in modo convincente rispetto alla controparte.
  2. Si è praticamente certi di spuntarla davanti alla masse distratte, attirando l’attenzione appunto su un terzo “oggetto”: il “lupo“. Si rendono così le masse ancora più distratte, dicendo loro che il lupo vuole rubare la loro libertà.
  3. E’ anche abbastanza probabile che a forza di gridare “al lupo! al lupo!”, sempre più persone  grideranno, fino a che tutti saranno convinti che ci siano branchi di lupi ovunque: non perché li vedono, ma perché tutti lo gridano.

Furbo.

Ma falso e disonesto.

A me non convince. Preferisco la libertà. E voi?

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  1. mary
    08 set 2010 @ 12:53:24

    credo che qualunque sia l’alternativa a ciò che abbiamo oggi come dirigenti di questo paese si può prendere in considerazione anche gli ecclesiastici di qualunque religione.

    Rispondi

    • Fabrizio
      08 set 2010 @ 13:35:09

      @mary: non vedo cosa centri il confronto di “credibilità politici vs ecclesiastici”. La mia proposta era un confronto fra schemi di pensiero, non fra persone o categorie di persone.
      Grazie comunque per il tuo intervento.

      Rispondi

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