Know-how vs Know-why

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Viviamo nella società globalizzata del know-how [1]. Tutti parlano e si riempiono la bocca di questa magica parola. Poi il fatto che è in inglese… per noi italiani fa più fico [2]: viva il know-how dunque! Chi può negare che infondo sia una bella cosa?

Il punto è che siamo tutti presi e concentrati sul know-how, in una società che fa del pragmatismo e del politically correct, una ideologia e un modo di essere che dice che così saremo tutti più educati e rispettosi dell’altro. Questa ideologia spaccia questo atteggiamento come “modo di vita” nel nome di una (presunta e mai dimostrata) società giusta e tollerante (ma che giusta e tollerante non è affatto).

Invece è una subdola maniera di spacciare alla gente il fatto che avere una idea troppo precisa e netta su certe cose ti fa essere necessariamente un intollerante e un fanatico (ma dove sta scritto?): devi quindi accettare che possano esserci più verità… o anzi che non esista nessuna verità. Meglio vivere con una concezione relativista della vita, così hai la mente tranquilla e rilassata, e se tutti siamo così nessuno ti farà del male e non farai del male a nessuno e potrai accettare con più facilità ogni cosa che la società ti farà passare per “giusto” e “opportuno” in quel momento. Questo è quello che più o meno la società ti inculca oggi: ecco perché è bene concentrarti sul know-how e non sul know-why, letteralmente = “sapere perchè (si fa una cosa)”.

Ma il fatto che tu a un know-why non ci pensi… non vuole dire che questo non esista e non vuol dire che non ci pensi invece qualcun altro: il know-why interessa invece moltissimo a chi detiene il potere: politico, economico, finanziario. In un mondo globalizzato dove ogni realtà e struttura raddoppia di scala in poco tempo, tu sei sempre più piccolo, più insignificante: il know-how che acceca il know-why significa manipolare meglio i singoli. La democrazia? Una presa in giro… tanto basta il tuo know-how per farti vivere tranquillo e essere utile alla società e all’ economia. Si perchè non è l’economia a dover essere utile per te… sei tu con il tuo know-how che devi essere utilie all’economia. Al know-why ci pensiamo altri… ricchi, potenti che pensano per te.

Una società relativista dove la ricerca di una verità viene vista con sospetto, dove il know-why non è importante e fondamentale (anzi bollato e dileggiato in quanto tale), è molto più facile da manipolare che non una società in cui il know-why sia un argomento personale e a cuore a ogni singolo individuo, in cui cioè ognuno si interroga con maturità e spirito di ricerca e in piena libertà sulle questioni ultime della vita sia in generale sia della propria, sulla legge, sulla morale etc… senza escludere nessuna questione.

Solo così potremo dare un senso non tanto come facciamo le cose (know-how) ma al perchè le facciamo (know-why).

Usando un linguaggio forte si può dire che Il know-how ci fa servi del potere, mentre il know-why ci rende più liberi. Non sarà certo il paradiso in terra: continueremo a non essere d’accordo, anche a litigare (come adesso d’altronde) e continueranno le ingiustizie. Ma almeno saremo più liberi.

E tu hai un know-why? Anche se non l’hai trovato, basta esserne alla ricerca per mettere sotto i piedi l’anestetico di oggi chiamato know-how.


[1] http://it.wikipedia.org/wiki/Know-how
[2] vedi mio precedente post Latinorum «3th millennium style»

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