Il bilancio del «discorso di Ratisbona»

No Comments

ratisbona
Ho seguito fin dall’inizio la vicenda dell’ormai noto «discorso di Ratisbona» di Papa Benedetto XVI [testo integrale].

Anzi, prima dell’inizio: ho letto il discorso integrale prima che fosse pubblicato, grazie a una newsletter che l’ha inviato in anteprima.

Non appena lessi le varie citazioni relative a Manuele II e Maometto ho subito pensato che sarebbe accaduto qualcosa di mediaticamente rilevante; giusto un paio di ore più tardi, le agenzie iniziavano a battere la notizia delle scomposte reazioni del mondo islamico (scomposte è un eufemismo, visto che in alcuni casi si è trattato di vere reazioni violente).

Ho aspettato di vedere come sarebbe andata a finire prima di tracciare un bilancio: ora che la faccenda sembra proprio finita, proviamo….

Se un tale testo fosse stato pronunziato dal papa una ventina di anni fa, nessun mussulmano ci avrebbe fatto caso… ma i tempi, si sa, sono cambiati.

E un testo dedicato al Logos, cioè al Dio Razionale contrapposto a un Dio Trascendente.
A dire il vero, di reazioni scomposte ce ne sono state anche da noi, anche se molte meno di quelle che mi aspettavo: forse infondo infondo questo discrorso del Papa ha lasciato il segno davvero.

Dopo che il Papa per ben due volte ha dovuto chiarire il suo discorso, non essendo bastata la precisazione del Segretario di Stato, si è dovuto ulteriormente precisare e spiegare il senso di quello che il Papa intendeva. E poi: Nunzi Apostolici convocati nei paesi arabi, proteste del Primo Ministro turco, di tutti i paesi arabi, il Parlamento Pachistano protesta…poi il Papa che invita molti di questi rappresentanti a Castel Gandolfo per una ulteriore precisazione (testo molto retorico, pubblicato integralmente anche in prima su Repubblica, ma che in sostanza non dice nulla).

E’ di oggi la notizia che alcuni dotti mussulmani (38! e di molti paesi) hanno sostanzialmente accettato l’interpretazione finale del Pontefice, che ribadiva che le citazioni in questione non rappresentavano il suo pensiero, anche se hanno mantenendo alcune critiche. Un modo per porre la parola fine alla questione.

Proviamo a fare un bilancio.

Diciamo la verità: Ratzinger quelle citazioni poteva proprio risparmiarsele. Infondo erano fuori luogo, e non hanno forse avuto tutti i torti coloro che l’hanno intesa come una provocazione, anche se non lo era affatto. Ciò che più colpisce è che poteva benissimo portare a sostegno del suo discorso altri argomenti ed evitare di citare in modo così diretto un giudizio su Maometto e l’Islam (di questi tempi poi!). Una leggerezza ? Si ! anche il Papa può averne ! e anche se è un dotto teologo. Perchè dovrebbe esserne esente ?

Mi ma molto convito e ho molto apprezzato per pacatezza, il giudizio severo, ma colto e convincente di un dotto libico, Aref Ali Nayed [testo qui]. Purtroppo non sempre queste critiche sono così dotte e pacate: abbiamo visto di peggio.

Ma la cosa forse più positiva di tutte è che con questa occasione si è instaurato un dialogo vero, e non solo retorico. Il Papa, pur commettendo una leggerezza, è riuscito suo malgrado a scomodare 38 dotti mussulmani, di diversa estrazione, sciiti e sunniti che si sono dati da fare per dare una risposta comune, cosa non scontata in un mondo estremamente frammentato e litigioso come quello islamico.

E chissà che infondo infondo…. anche Papa Ratzinger non abbia imparato, capendo lo sbaglio e che, anche se non può ammetterlo, oggi riscriverebbe quel discorso in modo diverso.

Ma provo a fare un’altra ipotesi “maligna”: e se Ratzinger avesse appositamente inserito quelle frasi proprio per far parlare di “Dio, Fede e Ragione“? Se così fosse, non sarebbe stata una provocazione verso l’islam, ne una leggerezza, ma un tentativo di risvegliare il mondo cristiano: il tema dell’islam sarebbe stato solo un pretesto a margine e non certo il bersaglio del suo pensiero. Il nemico che voleva colpire era in realtà la miscredenza occidentale e non i mussulmani. La società occidentale è ormai convinta che fede e ragione siano in contrasto, perchè la gente pensa alla ragione solo come “raziocinio di tipo tecnico-scientifico”; esso infatti non ha bisogno della fede; Ma la Ratio, quella completa di cui si parla è molto di più che questo. Ratzinger lo sa, lo hanno sempre detto i teologi e i Padri della Chiesa e i filosofi da secoli, ma vuole farlo capire alla gente. Se il suo obiettivo era quello di far uscire quel discorso dalle mura accademiche, allora ci è riuscito formidabilmente: (forse con un po’ di cinismo-realismo) perchè il tema della “ragione e fede” è entrato nel dibattito.

A mio avviso questa interpretazione meglio spiega, per una persona di grande e raffinato livello intellettuale come Ratzinger, tutta la faccenda. Molto meglio dell’ipotesi della leggerezza o della deliberata provocazione verso l’islam: la prima è troppo ingenua per uno come lui, la seconda certo non interessa ne al Papa ne alla Chiesa. Inoltre verrebbe anche meglio spiegata la sostanziale estraneità dal contesto di tutte quelle citazioni nel discoro riguardanti l’islam: era solo un modo per attirare l’attenzione di un mondo ormai così distratto su Dio.

ratisbona

Leave a Reply

*