I «razzetti» di Hezbollah arrivano a Nazareth

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E’ proprio di ieri la notizia che “LIBANO: 2 FRATELLINI NAZARETH PRIME VITTIME ARABO-ISRAELIANE” (Repubblica.it ) :

Due bambini di Nazareth sono le prime vittime arabo-israeliane della guerra in Libano.
Un razzo sparato da Hezbollah ha centrato la strada in cui stavano giocando, di fronte alla loro casa. Rabia Abed Taluzi, che aveva appena tre anni, e suo fratello Mahmoud, che ne aveva sette, non hanno neppure tentato di mettersi in salvo: l’allarme antiaereo a Nazareth non ha suonato perche’ le citta’ arabe non hanno sirene, ne’ rifugi.

Sono curioso di sapere a questo punto cosa ne pensa la signora di cui parlo nel mio post precedente. Forse la signora si sarà ricreduta ? Chissà se ora li chiama ancora così. Forse non pensa che le vittime siano tutte uguali. O forse pensa che questi «razzetti» hanno colpito per sbaglio un obiettivo che in realtà nella loro infinita e celestiale bontà, non volevano ? Poveri razzettini, che sbaglio imperdonabile!

Mi torna in mente anche una certa retorica, quando per giustificare le vittime di guerra e renderle meno dolorose per l’opinione pubblica, gli USA (e non solo) hanno inventato quella espressione di “fuoco amico”, quasi a dire “non ci hanno colpito i nemici, perchè noi siamo troppo forti! Ci siamo colpiti da noi per sbaglio!” ossia “non è stata un vera perdita, ma una perdità a metà”. Come se questo faccia qualche differenza per la morte di una persona.

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