Fumo quantistico dalla svizzera
26 ott 2007
in un articolo di questi giorni “Un passo in più verso il voto elettronico” viene presentata la possibilità di trasmettere dati con tecniche di crittografia quantistica ed applicarle come sistemi di scrutinio al “moderno” sistema elettorale svizzero. L’articolo recita:
Il sistema sviluppato dagli specialisti ginevrini, che consente di assicurare il trattamento dei dati risultanti da uno scrutinio, è considerato inviolabile. La crittografia quantistica permette infatti di controllare se le informazioni trasmesse hanno subito un’alterazione tra la raccolta e l’archiviazione dei dati.
Da informatico, tutto questo mi sembra francamente fumo negli occhi. Mentre è vero che viene garantita sicurezza “a prova di bomba” nella trasmissione, nessuno sa garantire e nessuno parla di cosa accade veramente quanto l’informazione viene elaborata agli estremi (peer entities o end-points): ossia prima che venga inserita nel mezzo trasmissivo e dopo che essa ne esce, quando le fantomatiche e magiche regole quantiche non valgono più: insomma non si fa che spostare la criticità da un punto ad un altro.
I sistemi elettorali elettronici sono fumo negli occhi e obbligano l’elettore a fidarsi di chi fabbrica e mette a punto (setup) questi sistemi tecnologici e non più di una commissione di comuni persone che controlli schede elettorali fatte di carta e atomi, piuttosto che di fotoni. Quando consegnamo la carta di credito al negoziante, ci stiamo fidando che la sua apparecchiatura sia legale e non taroccata; dobbiamo sempre e comunque fidarci di qualcuno: anche della commissione elettorale fatta di persone.
Non possiamo fare a meno della fiducia: ma almeno possiamo fare in modo che tutto sia verificabile da un piu vasto numero possibile di persone: questo con meccanismi tecnologici controllati e controllabili da pochi non è più possibile. Anche una commissione può fare brogli, ma potrà imbrogliare solo quel pugno di voti che escono dal proprio seggio. Chi invece controlla certi sistemi su vasta scala potrà controllare il risultato di una intera tornata elettorale; milioni di voti; e dedicidere chi deve vincere. E’ piu facile imbrogliare se chi deve mettersi daccordo è un numero ristretto di persone. Non facciamoci illudere dal miraggio della tecnologia venduta come medicina dei nostri presunti mali: non è un probema tecnologico, è un problema di rapporti umani.
Il voto elettronico sotto qualsiasi forma, è un attentato alla democrazia e alla libertà. “Un passo in più verso il voto elettronico” è un passo in meno (anzi indietro!) verso la democrazia.
Ve lo dice un informatico.
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