Evasione: la bufala della deduzione delle spese
20 ott 2006
Politica, Societa e Cultura No Comments

In questi giorni si fa un gran parlare della legge finanziaria.
E della lotta all’evasione. Un problema serio: in Italia questo fenomeno tocca punte altissime: 200 miliardi evasi ogni anno e il 50% di punta di tasso di evasione, come riporta il Blog odierno del Sen. Antonio Di Pietro, che mi ha ispirato questo post. Questo vuol dire che con la pressione fiscale attuale, se tutti dicharassero e pagassero il giusto lo Stato potrebbe abbassare le tasse, ridurre il debito o aumentare gli investimenti.
Diciamo la verità: le tasse le evandono soprattutto le imprese, artigiani, piccoli commercianti, professionisti. Non perchè siano cattivi, ma perchè sono gli unici a poterlo fare. I dipendenti infatti, non possono sfuggire perchè le tasse vengono detratte dalla busta paga mese per mese (cosa farebbero questi se anche a loro fosse dato la possibilità di pagare le tasse “a posteriori”, dopo normale dichiarazione dei redditi?). Le grandi imprese difficialmente evadono: primo perchè è loro difficile e non sarebbe conveniente, secondo perchè hanno bisogno di una burocrazia interna, terzo perchè hanno altri modi per risparmiare (aiuti di stato occulti e mille altri escamotage).
Ma qualcuno pensa di avere l’uovo di colombo, o il coniglio dal cappello, o il Deus ex machina! Molti politici, giornalisti, intellettuali ne parlano: facciamo dedurre a tutti, dicono, tutte le spese dalle tasse, così finalmente tutti avranno interesse a farsi fare la ricevuta o la fattura dall’avvocato, dall’idraulico, dal dentista, dal gioielliere, dal salumiere…. e così anche loro dovranno dichiarare il vero! A prima vista la soluzione di tutto!
Si tratta però di una proposta impossibile e soprattutto ingiusta! Vediamo perchè.
Prima però interrochiamoci sulla natura delle tasse. In particolare in che ragione dovrebbero essere giuste le “deduzioni” o “detrazioni” che dir si voglia ? Attualmente si possono dedurre o detrarre poche cose: ad esempio i ticket sanitari, alcune spese mediche, spese per risparmio energetico.
Senza scendere in questi dettagli, possiamo dire che logica della detrazione o della deduzione è:
lo stato consente di dedurre o detrarre in tutto o in parte certe spese o per compiere un atto di giustizia e non far pagare troppo le persone che, loro malgrado, hanno dovuto affrontare certe spese (mediche ad esempio) oppure per agevolare certi settori (ad esempio incentivando settori come protezione ambientale, nuove tecnologie, ….)
Le deduzioni o detrazioni quindi hanno una logica sociale ed economica, hanno una finalità che può essere o di giustizia sociale o di incentivo strategico.
Vediamo cosa accadrebbe se fosse applicato il “metodo della deduzione totale“. Se posso dedurre l’avvocato, il dentista, il salumiere, l’orèfice, l’idraulico verrebbero ingiustamente avvantaggiate quelle pesone che hanno speso i soldi che avevano.
- Se io ho voluto comprarmi un gioiello da 10.000 euro, perchè lo stato dovrebbe premiarmi facendomi pagare meno tasse ?
- Se io ho pagato 10 avvocati perchè ho voluto far causa a tutto il condominio, perchè lo stato dovrebbe avvantaggiarmi ?
- Se ho voluto cambiare tutti i rubinetti di casa perchè quelli vecchi non mi piacevano e ho speso 1000 euro (perchè ho una villa con 20 bagni), perchè lo stato dovrebbe farmi risparmiare sulle tasse, visto che già verosimilmente guadagno abbastanza ?
Insomma le tasse si debbono pagare sul reddito, non sulla differenza fra quello che guadagno e quello che spendo! Altrimenti non sono più tasse giuste. Chi viene tassato secondo questa logica pura sono le imprese, che però a loro volta distribuiscono i redditi alla gente sottoforma di stipendi che a loro volta vengono tassati. Ma se tassiamo anche la gente come tassiamo le imprese, chi finirà col pagare le tasse ?
La cosa paradossale è che così le tasse le pagherebbero solo e soprattutto quelli che risparmiano o che consumano poco. Cadrà complemtamente la progressvità delle tasse perchè non pagherà di più chi guadagna di più, ma chi spende meno: infatti per incentivare davvero questo meccanismo e farlo funzionare, il risparmio dovrebbere essere rilevante e non simbolico.
Si violerebbe il principio sacrosanto di proporzionalità e progressività delle tasse (chi più guadagna, più paga) che è sancito dalla Costituzione.
Inoltre si innescherebbe una macchiana burocratia immensa: tutti andrebbero alla caccia delle fattuere e delle ricevute e per fare una denuncia dei redditi sarebbe necessario un vero Revisore dei Conti, con centinaia di fatture da contabilizzare a fine anno per ogni famiglia. Semplicemente assurdo.
Inoltre quali tipi di fattura andrebbero in detrazione e quali no ? Perchè il gioiellere (che evade!) andrebbe in detrazione mentre il biglietto del treno no? (il biglietto del treno è una fattura che viene sempre emessa: le ferrovie non evadono!). Chi si compra i gioielli deve pagare meno tasse di chi si sposta per andare a lavoro ? I supermercati emettono sempre lo scontrino, quindi non evadono le tasse omettendo la fattura: non facciamo dunque dedurre alle famiglie il prezzo del cibo e facciamo invece dedurre quello di una cena in un ristorante di lusso, solo perchè il ristoratore è un potenziale evasore ?
Neanche l’idea di far dedurre o detrarre parzialmente l’importo anzichè interamente funzionerebbe, in quanto il corrispettivo dovuto allo stato sarà sempre maggiore a quello che il compratore potrebbe risparmiare: ecco allora che il venditore potrebbe agevolare il compratore facendogli pagare di meno il bene o servizio se rinuncia alla fattura, con conseguente vantaggio economico per entrambi. Questa tecnina viene già praticata per evadere l’ I.V.A: quando un imprenditore presenta una fattura di 5000 euro a una famiglia per ristrutturazione, questa è ben felice di risparmiare 1000 euro di IVA se si evita di fare la fattura, e l’imprenditore è felice di non far risultare i suoi 5000 euro di entrata.
Voler combattere l’evasione incentivando la “convenienza” semplicemente non funziona, per legge metematica.
L’evasione fiscale è un fenomeno soprattutto culturale. Mi dispiace ammetterlo ma per combatterlo ci sono solo pochi modi:
- reprimere e punire chi non paga. Anche con il carcere, perchè no: agli evasori cronici, quelli profondamente fraudolenti, che non evadono per rimanere a galla ma per speculare, non farebbero male alcuni giorni di carcere; anche solo un mese o addirittura qualche giorno potrebbe essere una bella esperienza per certi soggetti.
- premiare chi sceglie la “massima trasparenza”, ma solo in modo molto mirato e limitato, ad esempio facilitando accesso a finanziamenti statali, commesse dello stato a chi sceglie volontariamente di aprire ai controlli fiscali tutti i propri conto correnti e movimenti, rinunciando al diritto al segreto bancario.
- educare: soprattuto nelle scuole e con gli organi di informazione. Le tasse si pagano perchè è giusto pagarle. Chi non paga non deve passare per il furbetto da imitare, ma un soggetto da recriminalizzare e boicottare (come avviene negli USA). Trattato come un ladro che ruba a ogni persona che cammina sulla strada. Punto.
Il problema è che con la mentalità latina che in Italia ci ritroviamo, soprattuto l’ultima di queste cose è difficile. Ma bisogna tentare.
Cari politici demagogici, non raccontate favolette. Ma cose concrete. Fattibili. Anche se dolorose.
Onorevole di Pietro, ho una grande stima per lei, ma stavolta la sua proposta è demagogica come le altre.
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