Tecnoditattura elimina-maschio

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Riporto alcuni titoli di giornali online di oggi:

Gb, creato sperma umano da staminali. Gli studiosi: tra una decina d’anni potrebbe essere prodotto sperma usando solo cellule staminali femminili (link)

Sterilità maschile, dall’Inghilterra arrivano gli spermatozoi artificiali (link)

Sterilità maschile? Arrivano gli spermatozoi artificiali (link)

INFERTILITÀ MASCHILE: CREATI IN LABORATORIO SPERMATOZOI ARTIFICIALI (link)

Osserviamo il linguaggio ipocrita e falso: ci viene venduto “lotta alla sterilità maschile” quello che invece potrebbe significare anche produrre spermatozoi da staminali femminili il che equivale a dire, di fatto, creare un mondo dove il maschio non è più necessario. Il maschio che non produce sperma, viene “curato” eliminandolo. Peggio ancora: anche se adatto, non è necessario: è il sogno femminista di un mondo di sole donne (mentre il maschilismo voleva un mondo con le donne sottomesse).

In una decina d’anni possiamo dire addio alla parità tra i sessi che abbiamo conquistato (o stiamo conquistando) con tanta fatica, e che nella radicalizzazione di questa pazza ideologia, unita alla dittatura della tecnoscienze, secondo il cui dogma qualunque cosa è lecita e la libertà di ricerca non va violata (quindi è sacra, altro dogma): tutto questo ci si sta rivoltando contro. Con conseguenze antropologiche pesantissime, per la società, per i nostri figli e i nuovi nati, per i quali “avere un padre” non sarà più un diritto (come oggi sancito dalla dichiarazione ONU sui diritti del fanciullo [1]) ma piuttosto una concessione, anzi un arbìtrio della madre.

La tecnoscienza, slegata dall’etica, diventa dittatura, produce questi mostri. Cosa hanno da dire i paladini della libertà di ricerca? E i paladini della laicità? E i paladini della libertà di scelta? Oppure urleranno solo i soliti chiamati bigotti cattolici fondamentalisti retrogradi maschilisti da vecchia famiglia patriarcale e magari pure fascisti etc..etc.. e altre etichette simili…. ?

Scusate lo sfogo… ma come maschio sono un po’ incazzato.

E non mi vengano a dire i paladini della libertà, che non verrebbe violata la mia libertà: non voglio che i miei figli possano avere la facoltà di poter dire un giorno alla mamma: “grazie mamma che hai deciso di generarmi anche con papa, e non solo da te stessa!”. Non voglio che mia moglie mi possa (anche solo teoricamente) considerare un “optional” per la sua procreazione. Vorrei che tanto i primi tanto la seconda mi considerino necessario, non accessorio. Altrimenti la mia liberà e diritti di maschio e di padre sono violati.

Viva la libertà!

[1] Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia

ONU, AIDS e disinformazione

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Riporto un ANSA relativa alla conferenza ONU sull’ AIDS in Messico dell’8 agosto scorso: [1]

NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO PIU’ COLPITE LE DONNE SPOSATE

Nei Paesi in via di sviluppo sono le donne sposate e monogame le più colpite dal virus Hiv. Secondo il rapporto presentato dall’associazione Population Action International nella conferenza mondiale sull’Aids di Città del Messico, “il matrimonio viene spesso percepito come un fattore di protezione, ma non lo è”. Lo testimonia il fatto che anche i Paesi in cui il numero di nuove infezioni si è ridotto, la maggior parte di esse avviene adesso tra le donne sposate e monogame”. Accade per esempio in Cambogia, dove quella da marito a moglie è la principale modalità di trasmissione del virus Hiv, responsabile di due quinti delle nuove infezioni. Il problema, rileva l’indagine, è che “l’uso del condom continua ad essere molto poco diffuso nelle coppie sposate e con i partner fissi”, mentre “resta associato a infedeltà o prostituzione. E un recente studio del programma sull’Aids delle Nazioni Unite (Unaids) ha calcolato che il 90% delle donne sieropositive sono state infettate dal marito”. Nei Paesi più poveri le conseguenze di questi comportamenti trasformano il sesso non protetto nel secondo fattore di rischio per la salute delle donne e la quinta causa di morte. Una situazione tanto più grave considerando che, sempre nei Paesi in via di sviluppo, si calcola che nei prossimi dieci anni ben cento milioni di giovani si sposeranno prima di compiere 18 anni.

Il teorema che l’ONU e i mezzi di (dis)informazione ci propongono più o meno come messaggio è il seguente. Facciamo attenzione al sottile linguaggio e i toni che vengono usati:

  1. Per prevenire l’AIDS bisogna usare il preservativo anche all’interno di coppie sposate o stabili. Questo viene esplicitamente identificato come “il problema” rivelato dall’indagine.
  2. L’infedeltà e la pratica di prostitute invece non sarebbe “la causa” ma solo “resta associato a..” come a dire che il motivo per cui molte donne vengono infettate dal marito/compagno non è che questo (poverino!) è infedele e frequenta prostitute, ma questa sarebbe solo una caratteristica contingente e secondaria in quanto “associata a…“.
  3. La conclusione cui si vuole arrivare è che uno dei problemi dell’ AIDS è il matrimonio (in particolare di giovani coppie) visto che 100 milioni di nuovi matrimoni sono previsti, avremo 100 milioni di persone a rischio. Senza dubbio un grande allarme!

Vi sembra scientifico e obiettivo tutto questo? A me no:

  1. Come si fa a proporre a una coppia stabile (sposata o no) di usare il preservativo perché l’altro partner potrebbe tradirlo? Non è una pressione psicologica mostruosa? Se una coppia vuole usare il preservativo per motivi suoi lo faccia pure, ma pretendere che questa sia una politica di massa contro la diffusione dell’AIDS a tutela della salute della donna con un partner stabile mi sembra violento e ingiusto perché mina il rapporto di intimità fra la coppia. Chi di voi avrebbe il coraggio di dire al proprio partner: “senti ti amo tanto, ma siccome l’ONU valuta rischioso il rapporto non protetto, bisogna che usiamo il preservativo comunque perché tu potresti tradirmi con qualcuno infettato”. Non stiamo parlando di una persona qualunque incontrata per caso… ma del proprio partner fisso, marito/moglie o compagno/a! Se certe politiche anti-AIDS sulle quali ci si accanisce falliscono, non mi pare difficile capire perché. Altra domanda: come si fa a pensare solo teoricamente che una donna possa usare o avere accesso al preservativo, in certi posti o villaggi remoti e poverissimi dove un pugno di frumento per sfamare se stessi e i propri bambini è un autentico sogno? E questo dovrebbe accadere proprio nei paesi poveri a maggiore diffusione di AIDS! In queste condizioni se anche l’ONU mi facesse piovere i preservativi in testa, io me li venderei per dar da mangiare ai miei figli (sempre che qualcuno li compri!). Ci aveva visto bene Madre Teresa di Calcutta che insegnava ai poveri il metodi naturali (e gratuiti!) per il controllo della fertilità, ma la cosa evidentemente non interessa molto alle case farmaceutiche ne all’ ONU. Per fortuna alcuni paesi, come l’Uganda non ascoltano l’ONU e adottato altre strategie, con migliori risultati: ma di questo ovviamente nessuno parla perché queste strategie ci appaiono “politicamente scorrette“.
  2. Mi pare davvero evidente che le cause sono invece l’alto tasso di tradimento (soprattutto degli uomini a svantaggio sempre della donna, indifesa e più debole), la diffusa prostituzione, sempre segno di povertà, emarginazione, e nei paesi poveri anche di scarsa istruzione. Ma ovviamente l’ ONU siccome deve essere a tutti i costi politically correct non può mettersi a fare bigotte politiche moraliste per indurre la gente ad essere fedele: meglio quindi minare l’intimità affettiva di una coppia facendo pressioni psicologiche a usare il preservativo, piuttosto che dire chiaramente le cose come stanno.
  3. L’ultimo punto poi è semplicemente assurdo. Come dire che siccome sono previste X nascite nei prossimi Y anni, e siccome tutti debbono prima o poi morire con aspettativa di vita di Z anni, allora avremo X morti nei prossimi Y+Z anni. Dove è la sconvolgente notizia? E’ come a dire che siccome la causa di morte sono le nascite, bisogna abolire le nascite! Una tautologia propagandistica.

Mi domando se tutto questo è politica sanitaria e sociale oppure una ideologia che vuole vedere a tutti i costi la famiglia, il matrimonio, i figli come il problema del mondo da eliminare, mentre invece se tutti scopano senza freni col preservativo va tutto bene. Si, va bene per le tasche di chi produce questi miracolosi (e costosissimi) oggetti di plastica. Ok… sto esagerando coi toni.… ma non è che almeno in parte non ci sia un fondo di verità?

Della fame, della donne costrette alla prostituzione, dell’affettività nella coppia, del rispetto per il proprio partner, del valore della moderazione sessuale, della scarsa istruzione, soprattutto delle bambine, non sembra importare. Questo si è quasi una certezza dimostrata dai fatti.

PS: Se siete arrivati fin qui (e magari volete scrivere un commento) concludendo una mia “contrarierà di principio ai preservativi”, prima per favore chiudere gli occhi per 10 secondi, respirare profondamente e rileggere da capo tutto il post; all’occorrenza ripetere l’operazione più volte fino alla scomparsa del sintomo.

[1] notizia Ansa.it ripresa da corriere.it , swisscom
Si veda anche l’esperienza Ugandese:

http://allafrica.com/stories/200809011040.html
http://www.avert.org/aidsuganda.htm
http://www.who.int/inf-new/aids2.htm
http://www.un.org/ecosocdev/geninfo/afrec/vol15no1/151aid12.htm

Soprattutto il punto di vista ugandese riguardo la conferenza messicana: http://www.newvision.co.ug/D/8/459/646333
http://www.aidsuganda.org/
http://allafrica.com/stories/200808240010.html

Colloquio con Margherita Hack

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Ho trovato questa intervista su YouYube de “Le Iene” a “Margherita Hack” risalente credo ad aprile del 2005.

Mi sono divertito a trascriverla, e ho aggiunto me stesso in un ipotetico “dialogo”. L’intervista è lunga ma davvero di un livello molto basso, in stile “Le Iene”: mi stupisce che persone così intelligenti cadano in certe ingenuità; comunque è il prototipo di un modo tipico e molto diffuso di ragionare: molti luoghi comuni, schemi fissi di ragionamento, frasi fatte, pregiudizi, e ignoranza totale su ciò che viene criticato; è questo che mi preme commentare perchè molto comune.

I: domanda de Le Iene
M: risposta di Margherita
F: mio commento personale.

I: sei credente?
M: no
F: si

I: come ti definisci?
M: atea
F: cattolico

I: cosa vuol dire?
M: non credo in Dio, nell’anima, nell’aldilà. Credo nella materia.
F: Nulla da eccepire sulla prima affermazione. Ma la seconda non mi sembra onesta: scusa Margherita, come puoi dire “credo nella materia?”: la materia è un dato oggettivo, non è un qualcosa in cui credere o non credere, non ti pare? Una scienziata come te dovrebbe saperlo. Se ti chiedessi “credi nell’esistenza di tua madre?”, pensi che qualcuno razionalmente risponderebbe “no, non ci credo”? Che informazione fornisce la frase “credo nella materia”? Per me nessuna.

I: Chi ti dice che Dio non esiste?
M: Credo che Dio sia una invenzione per spiegare tutto ciò che non sappiamo
F: Anche se alcuni può essere così, mi sembra una risposta semplicistica. Mi piacerebbe sapere da te cosa spiegherebbero, di ciò che non sappiamo ancora, parole come Prendete e mangiatene tutti, questo è il mio corpo oppure fece l’uomo a sua immagine e somiglianza o ancora cosa spiegherebbe il mistero dell’Incarnazione? E Il sacrificio Pasquale? E la croce? La Trinità? Quali conoscienze andrebbero a colmare? E’ davvero necessario tutta questa sovrastruttura per spiegare tutto cio che non sappiamo? Se ciò che non sappiamo cambia con il tempo (per il progresso del sapere), allora come mai la fede è sempre la stessa? Se ciò che non sappiamo varia nel tempo, allora anche la fede e Dio dovrebbe “variare” notevolmente nel tempo. Quali misteriose equazioni sconosciute verrebbero risolte da Dio? Come mai la fede non è scomparsa con l’avvento della scienza moderna dal 1700, quando l’uomo si è reso conto che poteva da solo conoscere molto di più di quanto pensava? E poi, la fede non è forse fatta di “misteri”? Se la credenza in Dio fosse fatta di spiegazioni di ciò che non sappiamo come tu dici, allora non si parlerebbe di “misteri”. Perchè allora la dimensione del mistero, per i credenti, è così importante? E poi, scusa, non hai risposto veramente alla domanda! Penso sarebbe stato più onesto, da atea, rispondere: “non me lo dice nessuno; non ci credo e basta”.

I: E allora i miracoli?
M: Penso si tratta di illusioni o di fenomeni naturali non ben compresi
F: Ok.

I: E le madonnine che piangono?
M: Ma perchè non ridono mai?
F: La risposta sembra sarcastica, ma toscanamente “risponderòlti molto brevemente:” In realtà non piangono sempre. Se non ridono è perchè il ridere non ci comunicherebbe alcun messaggio spirituale. Se piangono è per l’amore infinito di Dio; la Vergine piange la nostra infedeltà, per la nostra lontananza a Lui. Per i nostri peccati. E’ un pianto d’amore: la Madre di Dio e Madre nostra piange perchè i suoi figli (noi) sono lontani dal suo unico figlio (Gesù Cisto). Ma è un pianto anche di speranza perchè la Vergine non manca mai di indicare quale è cammino che l’uomo deve intraprendere: la via di Cristo.

I: che lavoro fai?
M: sono un fisico che studia la natura fisica dei corpi celesti

I: quanti pianeti esistono nel nostro pianeta solare?
M: 9

I: quanti soli esistono nella nostra galassia?
M: 400 miliari

I: quante galassie nell’universo?
M: centinaia di migliaia

I: e la terra quanto durerà?
M: almeno altri 5 miliardi di anni

I: perchè, poi cosa accadrà?
M: mercurio, venere e poi anche la terra saranno inghiottiti dal sole

I: e l’universo finira?
M: oggi sappiamo che l’unvierso è in espansione all’infinito….

I: e non lo ha creato Dio?
M: Dio è un ipotesi che ritengo non necessaria
F: Per il tuo lavoro certamente non lo è (e meno male!), ma vedi Margherita il mondo e l’uomo non è solo conoscienza, non ci chiediamo solo “come funziona” o “come è fatto” o “come è stato”. Il mondo è anche amore e relazione. E’ qui che entra Dio. Forse hai un ricordo troppo offuscato del vecchio catechismo da bambina quando ti spiegavano che Dio ha “creato” il mondo e ti immaginavi i fumetti, tipo quelli della cappella sistina. Bello. Ma eri bambina: quelle cose te le spiegavano perchè non potevi capirlo diversamente. Ma poi, sei cresciuta. La tua intelligenza è cresciuta, ma la tua fede e la tua immagine di Dio è rimasta come quella da bambina… e non avendola fatta crescere insieme a te l’hai abbandonata perchè era diventata incompatibile e arida. Quel seme che hai ricevuto con il battesimo, l’hai lasciato seccare invece che annaffiarlo con la tua intelligenza e i doni di scienziata che hai ricevuto.

I: e chi l’ha creata?
M: la materia probabilmente è sempre esistita
F: “sempre”? Ma la fisica non dice che il tempo anche fa parte del tutto? Dunque anche il tempo fa parte dell’universo. E allora? In ogni caso non hai risposto alla domanda, alla quale, da buona atea, avresti potuto meglio rispondere “non credo affatto che debba esserci un qualcuno che l’abbia creata”. o no?

I: e la materia chi l’ha creata?
M: è sempre esistita
F: aridaje! idem.

I: chi è stato Gesù Cristo?
M: una grandissima figura, uomo non Dio!
F: Grandissima figura? Da credente dovrei rispondere ovviamente che è vero Dio e vero uomo (uso il presente non il passato), ma poichè non ci sarebbe argomento di discussione, mi abbasserò alla tua logica del non credente: non hai mai pensato che se Gesù fosse solo un uomo, sarebbe stato davvero un pazzo da legare? Io non penso che sarebbe “una grande figura” ma un autentico bugiardo, fanatico o pazzo drogato: uno che dice di essere il figlio di Dio, che dice cose insensate tipo prendete e mangiate, questo il mio corpo… questo è il mio sangue oppure io sono la verità, la via, la vita e io vi darò da bere acqua di vita eterna… e tante altre cose di questo tipo… se è solo un uomo meritava forse davvero la crocefissione! Ma come si fa a dire che è un “grande uomo”? Questa posizione “buonista” che vuol per forza vedere in Gesù almeno un uomo buono e misericordioso che da le carezze ai bambini mi sembra solo una posizione ipocrita, mielosoa e di comodo, solo perchè si vuole salvarlo compassionevolmente. Chissà perchè. No, mi spiace: se Cristo era solo un uomo, la sua figura è completamente da rigettare perchè tutto quello che ha detto e fatto è completamente folle. Fuori da ogni logica umana. Meglio allora grandi uomini veri che almeno non erano bugiardi e dicevano di essere quello che erano veramente: solo uomini; come Gandhi, Buddha, Platone, Seneca, Confucio, e tanti altri. Perchè voi atei, che partite dal presupposto ovvio che Gesù non può essere il Figlio di Dio, non avete il coraggio di dire queste cose? A me sembrano così evidenti razionalmente!

I: quale ruolo ha avuto nella storia la religione?
M: è stata importantissima

I: e il cristianesimo?
M: la parola di cristo “ama il prossimo tuo come te stesso” sono una morale che tutti possono accettare: laici e credenti.
F: Scusa Margherita se insisto, ma penso proprio che hai un cattivo ricordo del catechismo o hai avuto un cattivo insegnate (capita!). Quella frase è ancora dell’Antico Testamento. Cristo non l’ha mai detta. Ha detto qualcosa di completamente nuovo che completa e supera questo concetto: “Amatevi come io vi ho amato”. Non so se rende l’idea sulla radicale differenza del concetto… cosa c’è di “umano” in queste parole? No non è una “morale” per tutti. Solo con la fede la si può accogliere.

I: sai l’atto di dolore?
M: non so nemmeno che cosa sia.
F: non preoccuparti, non è necessario visto che non sei credente. Dio ti ama lo stesso.

I: cosa è che non ti spieghi?
M: ci sono tante cose che la scienza non può spiegare…
F: meno male! sennò gli scienziati sarebbero disoccupati! :) Ma è così anche nella fede: non si può spiegare tutto e in modo completo, quindi anche i teologi avranno sempre lavoro in abbondanza :)

I: e l’ultima cosa che ti sei spiegata?
M: che l’universo è piano cioè obbedisce alla geometria euclidea, perciò l’universò è infino nel tempo e nello spazio
F: non mi pare sia così… le teorie sono tante… comunque sorvoliamo.

I: studiando l’universo hai mai trovato traccie di Dio?
M: no davvero!
F: come credente, questo tranquillizza molto anche me. Infatti non puoi trovare Dio se non nel tuo cuore.

I: e quando guardi dentro di te cosa vedi?
M: noi atei crediamo di dover agire secondo coscienza per un principio morale, non perchè ci aspettiamo una ricompensa in paradiso
F: Anche, qui, Marghetira, mi pare che la tua visione della fede sia ancora legata a immagini infantili sulla logica del premio/ricompensa. Non è questo il motivo fondante che spinge una persona credente (e adulta!) a credere. Cristo non parlava ai bambini, ma sempre e solo agli adulti: c’era una ragione ben precisa. Anche chi non crede o chi ha rifiutato Cristo può avere la vita eterna con le buone opere, ma il Regno dei Cieli è un’altra cosa. In ogni caso il discorso dell’aldilà è si importante, ma non determinante riguardo le ragioni del credere. Noi credenti crediamo di dover agire secondo il volere di Dio che è origine dei principi morali che tentiamo umanamente (e imperfettamente) di applicare, ma il motivo che ci spinge a questo non è la ricompensa nel così detto “paradiso”. E’ la coscienza di essere suoi Figli (data dal Battesimo) e la volontà di avvicinarsi e unirsi a Lui perchè siamo inesorabilmente misticamente fatti “a sua immagine”, in quanto perennemente bisognosi di un amore infintio che solo Dio può colmare con il dono di se (Cristo stesso). Non tutti “sentono” questo…. è vero che la “ricompensa” è il Regno dei Cieli, ma questo non vuol dire che non si va in cielo senza fede.

I: da quale materia è composta un essere umano?
M: dalla stessa materia di cui sono composte le stelle

I: perchè viviamo?
M: per domandarci chi siamo, da dove veniamo…
F: lo scopo del vivere sarebbe porsi queste domande? E quali sarebbero le risposte? La fede da risposte a queste domande. Che senso ha porsi domande per lasciarle aperte?

I: dopo la morte dove andiamo?
M: dopo la morte non ci siamo più
F: detto da un atea mi sembra una risposta chiara e coerente.

I: hai mai avuto dubbi?
M: no
F: strano. Un uomo di scienza dovrebbe sempre averne. Ma forse qui ti riferisci ai dubbi riguardo la fede. Come credente, invece, ho avuto molti dubbi, eccome!
Non puoi immaginare quante volte mi sono chiesto durante le preghiere, di fronte al Santissimo Sacramento: “…e se quell’ostia fosse solo un pezzo di pane?”. Poi però continuavo a pregare…

I: hai mai bestemmiato?
M: oh! io bestemmio sempre, son toscana!
F: vabbè…. giusto perchè sei toscata! :D

I: come hai vissuto la morte del Papa?
M: pever’uomo! faceva pena, vederlo così mal ridotto…!

I: è giusto cancellare programmi per una settimana? [Rifetito al fatto che dopo l'elezione di Benedetto XVI la RAI ha dedicato così tanto tempo al fatto, NdR]
M: assolutametne no! L’italia dovrebbe essere uno stato Laico!
F: cioè uno stato laico non dovrebbe parlare di fatti riguardanti la religione e censurarli? Che principio di laicità è questo, se si riduce a censuare la religione? Forse una risposta più razionale sarebbe stata “una settimana mi sembra oggettivamente eccessiva”, magari argomentanto anche il perchè;
ma invocare la solita laicità come fosse un deus ex machina, o peggio una contro-religione, mi sembra molto ideologico, un linguaggio ormai vecchio, vuoto, privo di senso e di contenuti.

I: un’aggettivo per papa Woytila
M: un buon papa, non un papa santo!
F: Ti dichiari atea e pensi anche di saperne molto sulla santità. Ma perchè no?

I: un’aggettivo per papa Ratzinger?
M: mah.. lo vedremo all’opera!
F: Chissà cosa avresti da dire oggi dopo tre anni e mezzo che ha speso a parlare di ragione e fede…

I: la chiesa esisterà in eterno?
M: penso di no
F: anche un credente pensa di no. “fino alla fine dei tempi” invece si. Per la fede, sono due cose diverse.

I: e la religione?
M: nemmeno
F: strano. Pare che oggi il fenomeno religioso sia in crescita un po’ in tutto il mondo. Ma questo, in effetti, non vuol dire nulla.

I: in cosa la chiesa condiziona la vita politica?
M: in italia moltissimo!
F: scusa ma perchè non rispondi alla domanda? La domanda era “in che cosa” non “dove”. Da quando influenzare la politica è una cosa cattiva? Non hanno tutti il diritto di farlo? I sindacati possono farlo. La confindustria può farlo. Tutti i movimenti possono farlo. La massoneria può farlo anche in modo occulto e nessuno dice niente. Ma la Chiesa no! E lo fa pure apertamente. La libertà è per tutti, tranne per i credenti. Davvero singolare questo modo di ragionare.

I: in che modo condiziona la tua vita?
M: la mia non la condiziona affatto
F: lo credo bene :)

I: perchè diminuiscono i preti occidentali diminuiscono e aumentano quelli del terzo mondo?
M: la religione si raccomanda quando si vive male, quando si fa la fame…
F: Ah si? E allora perchè proprio gli U.S.A. sono al contempo un paese dove la religione è socialmente molto rilevante e allo stesso tempo c’è molto benessere? Cara Margherita, hai mai provato a vedere una mappa statistica del mondo e vedere se c’è davvero una corrispondenza fra povertà e partecipazione religiosa? E perchè non proviamo a misurare anche le derivate di queste misure? Questo si, mi sembra un approccio scientifico. In India i cristiani in questi giorni sono perseguitati e pagano con la vita perchè portano istruzione, scuole, ospedali e una speranza di salvezza per tanti disgraziati: i fuori casta. Non portano certo malessere e fame che invece fa comodo ad altri gruppi di potere economico, che hanno bisogno di queste masse come serbatoio di manodopera a basso costo, in nome di uno sviluppo economico ingiusto che invece di vedere l’uomo al centro, lo mette a margine. Chi vuole veramente la fame e il male?

I: perchè la democrazia si è sviluppata maggimente dove era diffuso il cristianesimo?
M: gesu è stato forse il primo socialista della storia.
F: Già. Gesù per molti è proprio di tutto: un filosofo, un socialista, un comunista, un vegetariano, un pacifista. Tutto, fuorchè il Figlio di Dio Incarnato e Risorto. Scusa ma per spiegare il socialismo, c’è proprio bisogno di Gesù? Nella storia del socialismo non ho trovato nessun riferimento a Gesù: vedi http://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo. Ma perchè vogliamo mettere questo Gesù per forza dappertutto? Perchè neanche gli atei riescono a liberarsene definitivamente? Perchè anche i non credenti, proprio perchè non credenti, non riescono proprio a ignorarlo? Dopotutto se sono non credenti, cosa gliene importa di uno che dice di essere stato il figlio di Dio? E poi, Margherita, cosa centra il socialismo con la democrazia? Non sono la stessa cosa. La domanda parlava di democrazia. Tu hai parlato di socialismo e ci hai per forza voluto buttare dentro Gesù. Ma perchè tutta questa ammucchiata inutile? Scusa ma è meglio che ti occupi di astronomia. Un ultima provocazione: se i credenti e la chiesa non esistessero, e Dio fosse un concetto sconosciuto, gli atei non avrebbero nulla da dire, nulla su cui ragionare circa il proprio ateismo, nulla da pensare. Ciò che voi criticare è proprio ciò che vi da identità di pensiero in quanto atei. Il credente si accontenta di Dio e non ha bisogno d’altro. L’ateo ha bisogno del credente per definirsi ateo. Cosa sarebbero gli atei senza i credenti? Singolare, vero?

I: cosa si scoprità in futuro?
M: come si è originato l’inizio dell’universo…

I: esistono esseri simili a l’uomo?
M: è molto probabile

I: e l’uomo con questi simili entrerà in contatto?
M: le distanze sono enormi e la velocità della luce è un limite insuperabile

I: esistono gli UFO?
M: credo siano abbagli…

I: che valore ha l’astrologia?
M: è un residuiduo dell’ignoranza del passato
F: Non è ignoranza, Margherita. E’ la debolezza dell’uomo che lo porta alla superstizione, al volersi aggrappare a una “pseduoreligiosità” effimera. E non è solo del passato, perchè dura ancora, sotto forme diverse. Ma dura. Non bisogna essere duri giudicando queste persone, ma comprensivi del bisogno di amore che tutti desideriamo. Tu per esempio hai trovato conforto e forza nello studio, nella ragione e nella ricerca. Non tutti hanno questa fortuna. Non pensi?

I: è possibile prevedere il futuro dalle stelle?
M: le stelle non hanno nessuna influenza sulla nostra vita
F: ovviamente sono d’accordissimo.

I: esiste il destino?
M: il destino lo si fa da noi, cone le nostre azioni.
F: il destino non esiste. Esiste la Provvidenza che è un concetto radicalmente diverso che mette in gioco la totale libertà della singola persona e allo stesso tempo anche la totale libertà del divino, in un intreccio misterioso ma amorevole di fenomeni dello Spirito e del vissuto, che certo non sono qualificabili come “destino”.

I: quando sei nella merda, a chi ti rivolgi?
M: a quelli che votano xxxx [non si capisce la parola, NdR]

I: sei innamorata?
M: Sssi! del mio compagno, siamo insieme ormai da 60 anni!
F: auguri di cuore :)

I: figli?
M: no!

I: e perchè non li hai fatti?
M: si stava proprio bene senza

I: cosa ti fa incazzare?
M: soprattutto l’ipocrisia
F: anche Cristo non la sopportava proprio. Ma Lui aveva autorità per condannarla. Spesso anche noi la condanniamo, ma lo facciamo per lodare implicitamente noi stessi e per porci su di un piedistallo: questo è a sua volta una ipocrisia ed è contro il vangelo. Se invece il notare quella ipocrisia altrui ci fa anche vedere la nostra ipocrisia (o ci previene da essa), allora è cosa buona.

I: cosa ti commuove?
M: le sofferenze del prossimo

I: cosa ti rende felice?
M: il mio lavoro

I: oggi sei felice?
M: si

I: perchè?
M: perchè c’è una bellissima giornata un bel cielo azzurro
F: E’ vero, si può godere di tante cose semplici e infondo belle. Basta notarle. Un problema è che troppo spesso non facciamo caso a queste cose.

I: e non ti manca un po’ Dio?
M: no, assolutamente
F: da un’atea non mi aspettavo risposta diversa.

I: e non ti senti un po’ sola?
M: no
F: infatti. perchè dovresti?

I: e non hai paura?
M: no! paura di cosa?
F: Già, di che cosa bisognerebbe aver paura? Nulla da aver paura: gli atei perchè non credono in Dio e non hanno il dubbio di dover essere in qualche modo giudicati. I credenti non hanno paura perchè confidano nella misericordia e hanno sempre speranza in Dio. La paura è contro la fede e anche contro la ragione. Quindi la paura è totalmente irrazionale, tanto in un senso tanto nell’altro.

Cervello Pleistocenico

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Navigando mi sono imbattuto in questa recensione: “Guida per persone razionali” [1]. Già il titolo autoafferma e autocelebra la propria razionalità, facendo capire che chi invece non la pensa allo stesso modo non può fregiarsi dell’aurea della “Suprema Razionalità”. E’ un libro che parla di etica, da un punto di vista diciamo “laico”. Mi hanno colpito queste parole [1]:

Le nostre idee del bene e del male o del giusto e dell’ingiusto si sono selezionate per sopravvivere nella savana del Pleistocene. E certamente non sono molto affidabili in un letto d’ospedale o per relazionarsi con un’istituzione sanitaria. Nondimeno è necessario un intenso addestramento, che non è accessibile a tutti, per non decidere solo sulla base delle intuizioni morali, ma anche usando il ragionamento logico.

La tesi sarebbe, in conclusione, che bisogna superare le intuizioni morali a favore di un meglio strutturato e famigerato ragionamento logico: questo perché il nostro senso del bene e del male, consolidatosi durante l’evoluzione umana, è ormai obsoleto, non più adatto all’ habitat di oggi.

Il fatto ironico è che questo avviene in un portale che si chiama GALILEONET.IT che parla quindi di scienza e che, nominalmente, vuole essere scientifico e razionale.

Scientismo esasperato (primo errore): il bene e il male sarebbero concetti che l’uomo ha assimilato durante l’evoluzione. Peccato che questi concetti siano cambiati molte volte nella sola storia recente. Peccato che non esista nessuna definizione “scientifica” del concetto di “bene” e “male”. Un conto è affermare che molti comportamenti umani (sessuali, sociali, di tendenze) siano stati forgiati dalla natura durante l’evoluzione (tesi più o meno accettata e accettabile, ma non definitiva come tutte le teorie scientifiche). Tutt’altra cosa è affermare invece che tutto, perfino il “bene e il male” lo siano. Una persona perde la vita salvando quella di uno sconosciuto: cosa c’è di pleistocenico in questo comportamento umano? Eppure accade. Alcune persone passano la vita come eremiti su l’ Himalaya, altre ricercando Dio per tutta la vita come dei folli, altri dipingendo per le strade come dei barboni, e sono felici così. Cosa c’è di pleistocenico in questi comportamenti? Eppure sono cose che accadono da sempre. Nessuna teoria scientifica seria potrebbe affermare cose così forti. L’affermazione è dunque ideologica, ascientifica, arazionale.

Presunzione di alogicità della morale (secondo errore): Quando si dice che “non [bisogna] decidere solo sulla base delle intuizioni morali, ma anche usando il ragionamento logico” si assume implicitamente, ideologicamente e dogmaticamente, che le intuizioni morali siano illogiche o alogiche. Nessuna tesi scientifica seria avallerebbe mai questa ipotesi, se non altro perché non rientra nel campo della scienza o della logica stessa. Per gli scientisti, invece, costituisce un dogma fondamentale. L’affermazione è dunque ideologica, ascientifica, arazionale.

Sapienza antidemocratica (terzo errore): grave e intrinsecamente illiberale è l’affermazione secondo cui sarebbe “necessario un intenso addestramento, che non è accessibile a tutti, ….” questa affermazione presuppone che la logica (cioè il Logos, la conoscienza stessa) e quindi la giustizia sia veramente a disposizione solo di pochi illuminati, intelligenti e sapienti scienziati, a cui sarebbe data la missione quasi messianica di “addestrare”, cioè indottrinare, i poveri ignoranti che a questo punto non potrebbero fare altro che piegarsi umilmente alla “Logica dei pochi sapienti”, che con tanta fatica e passione hanno riposto nei loro pur apprezzabili studi. Se un povero ignorante e semplice uomo non vuole eutanasiare l’anziana mamma… sarebbe a causa dei suoi pregiudizi illogico-morali ed è quindi bene che prenda consiglio dai “Depositari della Sapienza” perché solo loro sapranno consigliarlo secondo la conoscenza, unica vera fonte di giustizia. Dunque una dittatura: una concezione del bene e del male, legato al solo sapere e alla pura conoscenza, è di fatto una religione gnostica [3] mascherata (forse incoscientemente). Essa nulla ha a che vedere con la vera scienza e il pensiero scientifico. L’affermazione è dunque ideologica, ascientifica, arazionale.

A questo cervello pleistocenico, preferisco quello autenticamente galileiano: il povero Galileo si starà rivoltando nella tomba! Nel Dialogo [2] ebbe a scrivere:

[Sagr] Estrema temerità mi è parsa sempre quella di coloro che voglion far la capacità umana misura di quanto possa e sappia operar la natura dove che all’incontro e non è effetto alcuno in natura per minimo che e sia all’intera cognizion del quale possano arrivare i più specolativi ingegni. Questa così vana presunzione d’intendere il tutto non può aver principio da altro che dal non avere inteso mai nulla perchè quando altri avesse esperimentato una volta sola a intender perfettamente una sola cosa ed avesse gustato veramente come è fatto il sapere conoscerebbe come dell’infinità dell’altre conclusioni ninna ne intende.

[1] Guida per persone razionali” da galileonet.it
[2] Dialogo sopra i due massimi sistemi, Galileo Galilei
[3] sarebbe meglio “filosofia gnostica”. Si veda http://it.wikipedia.org/wiki/Gnosi

Il Pacchetto Erezione

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Preso dalla curiosità di che genere di siti si tratta, oggi ho deciso di graziare uno dei messaggi di spam e risparmiarmi i bottone “Segnala come Spam“; ho fatto la stessa cosa di molti: cliccare su uno di essi: http://www.22rx.com/, ma si… diamo un po’ di soddisfazione a questi spammers!

Al modico prezzo $234 si può acquistare una scatola di Viagra da 60 pillole (utili per due mesi). Mezza pillola 45 minuti prima dei pasti…., ehm… pardon!… del rapporto, e tornerai ad essere davvero un gran leone! Poi c’è la versione Viagra Soft Tabs, un po’ piu economica. Il sito è ben fatto, professionale con tanto di spiegazioni, suggerimenti e raccomandazioni, compreso quello ipocrita di consultare il medico per la somministrazione.

Ma la cosa più simpatica, un eufemismo, è “l’offerta” del fantastico ERECTION PACK:


Try our SPECIAL ERECTION PACK! Two best ED mediaction in one super pack! only $139.95 !

che suona come:

Prova il Pacchetto Speciale “Erezione”. I due migliori farmaci in un pacchetto super! a soli 107 Euro !

Ma se sto già prendendo un farmaco, cosa me ne faccio dell’altro, che serve alla stessa cosa? Facciamo un bel mix di farmaci, così me ne torno al Creatore prima dei tempi? Ah… no…. che idea! potrei regalarlo!!?? Mmmm…. forse rischio di uscire allo scoperto o di offendere qualcuno…. bah.

Però i prezzi sono modicissimi! Già… in una società dove non puoi permetterti di essere un mediocre sessuale, dove non puoi permetterti di invecchiare, dove devi essere un superuomo, sempre e comunque, proprio come i modelli della TV ti impongono… cosa vuoi che siano 100 euro ogni due mesi, per uno stipendio medio? E’ una vera occasione! E poi dicono che le società farmaceutiche speculano su queste cose!

Sconcertante. Delirante.

Per fortuna questi siti sarebbero illegali in Europa. Ma proliferano alla grande negli USA dove i farmaci vengono venduti come i biscotti o il formaggio in offerta. Ma internet, si sa, non ha confini e le spedizioni “discrete” e internazionali di questa merce è la regola, come questi siti dimostrano. Un vero traffico, più o meno legalizzato (in Italia è vietato spedire farmaci per posta).

Ma anche se ci trovassimo in un caso di effettivo e medicalmente ragionevole bisogno, e ammesso che si riesca così a soddisfare l’uomo, pone in grave difficoltà psicologica la donna, che si vedrebbe così sostituita! Già… perchè invece di essere lei a soddisfare e far regolarmente eccitare il suo uomo, quello che lei ama, è invece tutto merito di una volgarissima pillola. E lei diventa semplicemente il luogo fisico dove quella eccitazione trova il suo ricercato e finalmente vilire sfogo. E così comincerà magari a chiedersi se la presunta impotenza del suo uomo, non sia invece tutta colpa della sua incapacità: arrivano i sensi di colpa.

Ora, per carità, non voglio denigrare tout-court questo genere di farmaci. Però questi fenomeni di massa sono decisamente sintomatici. Se sono diventati prodotti di massa, non mi convince la storia che le disfunzioni erettili stiano crescendo così tanto come fenomeno clinico: questo può essere vero, ma è anche vero che in questo si giustifica l’aumento e l’enorme mercato di questi farmaci, quando in realtà tutti sanno che c’è un abuso spaventoso, nonchè un fiorentissimo mercato illegale. La storia dell’aumento delle malattie erettili non sarà una bugia, ma certo crea una certa confusione nella società, perchè questo grosso mercato può far pensare che davvero ci sia questo bisogno, più di quanto in realtà non sia.

Non appena si ha un qualche problema di questo tipo, sapendo che esiste il farmaco magico, ci si rivolge subito ad esso, naturalmente in buona fede. Semplicemente per emulazione sociale.

La gente ha perduto o sta perdendo il senso dell’amore, del viverlo anche se (anzi, soprattutto se) le “prestazioni” a volte non sono proprio come la TV o certi modelli ci propongono. Anche perchè quei modelli, spesso e volentieri, sono finti. Inumani.

Qualcuno parla del dono di se, in un atto sessuale? Oppure questo concetto deve per forza essere relegato a una concezione religiosa ritenuta anacronistica e superata? Quante pillole di viagra in meno si venderebbero se le persone mettessero al centro di questo fantomatico atto sessuale il concetto del dono di se?

Cosa vogliamo dunque mettere al centro di un rapporto sessuale?

Due organi genitali? Un orgasmo? Una pillola? O l’amore?

Linguaggio umano e culture

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Torre di Babele
Ieri sera sono andato All’ Autitorium di Roma a vedere uno “spettacolo” (o meglio sarebbe dire il monologo) di Piergiorgio Odiffredi, “Che cosa è la logica?”

Si è parlato di Logos, del Vangelo di S. Giovanni, del Linguaggio e analisi logica, dei filosofi greci, di Tarsky, di Godel, dei paradossi logici, e di mille altre cose. Nonostante fosse un monologo e il tema certo non facile, che richiedeva un buon livello culturale per essere apprezzato, la gente non si è annoiata, io almeno non mi sono annoiato; le numerose domande finali, dopo ben due ore, penso lo abbiamo dimostrato. Complice, certo, anche una certa loquacità e simpatia del personaggio. Il prezzo era accessibilissimo: 5 € e la sala gremitissima, addirittura la gente era in piedi oppure seduta per terra.

Odiffredi ha grandi doti divulgative: prima di stamattina, quando incuriosito sono andato in giro su internet per sapere sul personaggio, pensavo fosse un attore appassionato a temi matematico-filosofici mentre invece è un professore in matematica, ma con straordinarie doti comunicative. Una preziosssima rarità !

Una delle cose che più mi ha colpito è il discorso sulla differenza dei linguaggi naturali: il greco, essendo una lingua basata sui verbi sarebbe “orientata alle azioni” mentre le nostre lingue occidentali sono basate sui sostantivi, quindi “orientate alle cose”. Questo inciderebbe su moltissimi fronti: non solo la difficoltà di traduzione, ma la difficoltà di rappresentare e comprendere certi processi mentali. In sostanza: la lingua che tu parli (quella madre, si intende) forgia il tuo pensiero, il tuo modo di usare la mente, i tuoi schemi celebrali. E ne consegue che certi concetti sono più o meno accessibili a seconda di quale è la tua lingua.

In sintesi: dimmi che lingua hai imparato da bambino e di dirò chi sei.

Ad esempio i filosofi “continentali” (europei) inistono molto sul verbo “essere” e disquisiscono a non finire su questo (già Dio si rivolge a Mosè dicendo “Io sono colui che è”) e ricamano su questa parola infiniti concetti, fino a scrivere interi trattati (Erich Fromm non a caso era tedesco, la lingua che più delle altre è “verbalmente” orientata al greco). Questo è possibile perchè queste lingue hanno declinazioni complesse del verbo essere, che includono tutte quelle sfumature di significato che vengono analizzate.

I filosofi “analitici“, di madre lingua inglese, possono usare solo “be” e “being” e quando si vanno a tradurre alcune frasi, risultano assolutamente incomprensibili se non ridicole. Quindi i loro schemi filosofici si distinguono da quelli continentali, e non li riconoscono (sarebbe meglio dire non li comprendono veramente).

Questo aspetto della lingua che influenza il pensiero è estrremamente affascinante; in realtà è soggetto a effetto di retroazione: la lingua anche si evolve nel tempo in base al pensiero e a sua volta influenza il pensiero…

Aggiungo una personale considerazione: se tutto questo avviene già fra lingue e culture occidentali, cosa dire di altre lingue-culture, come l’arabo, il cinese, il persiano, quelle indiane, etc… ? Esse avranno chissà quali e complesse diversità: se riconoscessimo queste diversità potremmo conoscere meglio le differenze fra le varie culture. E sicuramente potremmo rispettarle, e rispettarci, di più.

Bisogna proprio imparare l’arabo, il cinese, l’indiano per poter dire di conoscere davvero queste altre culture ?

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