Superbe 2 (poesia)

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Jennifer Aniston

Questa poesia è la seconda parte del post Superbe 1 (poesia) e mi è stata ispirata da: articolo Jen: «Uomini senza palle» e «Un figlio anche da sola» (screenshots salvati qui: [1] [2] [3] [4]); e da un intervento del prof. Renzo Puccetti (link).

Ma ora con giubilo,
ti annuncio spossato
non so ben ridir
se in te avrei cessato More

Gioco con te (poesia)

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Gioco con te,
con fantastica gioia,
da fuori ti immagino More

Il Mio Amore (poesia)

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Il Mio Amore,
creatura diletta, More

Superbe 1 (poesia)

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Jennifer Aniston

Superbe, dal progresso accecate,
sopra la cattedra della celebrità,
intoccabili si sono appostate.
Menti e vita dominano già. More

Mistero

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Ti rincorrevo,
con fatica veemente,
le mie gambe infruttuose.

E quando il mistero appariva
ergendosi rudo e impertinente
come un muro di mattoni
cotti al sole d’agosto rovente;
rabbioso e deluso attonito attendevo.

Ma il vero più forte chiamava il mio nome, More

Triplice essenza (poesia)

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Nell’augurare buone feste ai miei lettori, vi propongo una icona natalizia fuori dai generi e la poesia che avevo anticipato nel precedente post.

Buon Natale! (ma di chi?) e felice 2010!

Per chi fosse curioso sulla lettura simbolica di questa icona orientale, si veda
“NATIVITA’ – di Andrej Rublev” da questo sito

Triplice essenza

Non ho un Corpo;
il mio Corpo sono.

Non ho una Mente;
la mia Mente sono.
Non ho uno Spirito;
il mio Spirito sono.


nel Triplice Amore
la Bellezza che salva,
sovrasta le mie umane fatiche.
Mi trascende imponente.

E nel contemplar si Bellezza Divina,
la pur bestial natura bieca s’arrende
ai miei sensi gioiosi
che nel profondo
rieccheggiano mistici canti
di vita eterna.


Il Tempo per l’acqua (poesia)

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«Non ho tempo per ascoltare,
non ho tempo per ammirare,

non ho tempo per il silenzio
non ho tempo per lo stupore

non ho tempo per conoscere,
non ho tempo per il fratello

non ho tempo per contemplare
non ho tempo per pregare

non ho tempo… non ho tempo…

Sempre quello, sempre uguale
eppur mi pesa questo mare;
arido e salato, che infondo l’anima m’opprime
e il deserto dentro lascia infine
che porta solo nuova sete
si che la mia gola dissecca
e di morte l’anima mia è certa.

Anelo a fonti d’acqua pura
che dal monte di mistica roccia
abbondante traborda,
ma in questa valle il sentiero non trovo;
alcun uomo che mi indichi la via.

Perché… non ho tempo… non ho tempo…»

«Non disperar, omino piccoletto,
che sognar da tempo hai terminato.
Se il sentiero vuoi trovar, stanne certo
per questo un fratello ti è donato.

Con lui il sentiero camminare
all’Alta Fonte che sol sa dissetare,
se sol a sognar riprendi,
e il tuo tempo tutto riapprendi.

E allor l’Amore si svela in Verità
si che il Tutto in cuor s’apprende,
si che tu stesso dirai di Colui
che tal Fonte sin fine alimenta.

E allor quel tempo che un tempo non c’era,
subito abbonda e avanza financo.

E una pace, una gioia,
un calore, farà di quella sete arsa
un’ antico ricordo bambino».

Scrigno dell’ego 3: poesia

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(seque dal post precedente “Scrigno dell’ego 2: domande laiche”)

Diritto all’istruzione?
Si, perché è per i vivi e per vivere
Diritto al lavoro?
Si, perché è per i vivi e per vivere
Diritto alla Cura?
Si, perché è per i vivi e per vivere
Diritto di Amare?
Si, perché è per i vivi e per vivere

Morire non è un diritto.
Un desiderio non è un diritto.
La risposta al dolore non è la morte.
La risposta alla sofferenza non è la morte.

Che si faccia pure della libertà di coscienza,
lo scrigno dell’ego e arma di ogni umano desiderio…

Che venga pure questa eutanasia…
Che irrompa pure in nome della falsa libertà…

…ma non potrà farlo con il mio si.

Ineffabile brezza

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Ineffabile brezza dell’anima
sorgente di mistici desideri
coscienza di umile altezza
rendi la pace, la gioia,
l’Essenza e ‘l Volto
radica e ragion
della speranza inabitata
che in cuor mio
tu stessa sussurri.

Lanciala a grido nelle Altezze,
al Cielo del Cielo,
che nel primordial abisso
dei primi sensi,
cagiona desìo
d’ assoluto Amore.

FS

Qui

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Io, piccolo Maad,
Son qui,
Oh grande Darep Estelec!

So di essere
Sempre stato libero.
Quando t’abbandonai,
Non fiatasti
Non ti apponesti
Non piangesti

Anzi,
Mi desti i denari,
Mi sellasti il cavallo,
Mi riempisti il fagotto.

Io, Maad, speravo
Oltre i monti,
Oltre il deserto,
Oltre la steppa,
Oltre i ghiacci.

Quando, preso
Dal freddo,
Dall’arsura,
Dalla fame,
Qui son tornato
Hai grandemente gioito,
Mi hai accolto,
Mi hai parlato.

Il tuo piccolo servo Maad,
voleva essere come te,
Oh Darep!
Lontano da qui.

Son tuo servo, non di altri:
A chi altri potrei aspirare?
Non è dunque giusto poter
essere come te?

Si che lo è!
Ma non lontano da qui.
Qui.

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