Assenza vera morte

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Dopo avervi deliziato con la precedente “bella” notizia,
passiamo a un tema molto più allegro: la morte.

Se vi state già toccando con la mano da qualche parte che non posso scrivere, oppure se solo avete pensato di farlo, allora vuol dire che avete il tabù della morte: non preoccupatevi, niente di grave; tanto lo fanno tutti.

Pensavate che la nostra società è esente da tabù? Questo ve l’hanno fatto credere per darvi l’illusione di essere davvero liberi. Niente affatto. I Tabù sono come l’energia, non si eliminano, si trasformano: nel ’800 vittoriano c’era il tabù del sesso, oggi quello della morte (e non solo). A ogni epoca le sue pene.

L’uomo non è distrutto dalla sofferenza, ma dalla sofferenza senza significato: si teme la morte e si schierano spasmodicamente enormi risorse contro di essa. Perchè?

Non sappiamo per quanto tempo ancora potremo allungare la durata della vita… 100, 200, 300 anni? Perchè?

Perché la morte è diventata senza senso. Siamo malati di assenza, spesso troppo senza speranza perché ci manca la verità: e così siamo diventati incapaci di amare.

Ma questa assenza, non è forse la vera morte? Non siamo così già morti prima ancora del tempo?

Siamo fatti per vivere, non per morire.

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