Appello cristiano per l’eutanasia passiva

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Si è riacceso il dibattito sull’eutanasia, dopo la lettera di Welby al presidente della Repubblica Giorgio Napolinato, il quale ha fatto bene a rispondere che auspica che il parlamento dibatta su questo tema.

Ho letto integralmente la commovente lettera di Welby e invito tutti a farlo.

L’esìmio prof Veronesi, persona molto sensibile, amato e stimato, dice che l’eutanasia è «Un atto di giustizia e carità; negarla è una vera tortura»

Ma di quale eutanasia si sta parlando ? Con questa parola si intendono almeno tre concetti diversi; in tutti i casi lo scopo è porre fine a inutili sofferenze umane e in tutti i casi si assume che il malato sia lucido e cosciente:

  • l’eutanasia attiva: si provoca attivamente la morte del malato, per esempio attraverso la somministrazione di sostanze tossiche
  • l’eutanasia passiva: si provoca la morte del malato indirettamente, sospendendo le cure
  • il suicidio assistito: al malato vengono forniti i mezzi per suicidarsi in modo non doloroso

In italia è solamente concessa una forma particolare di eutanasia passiva, ma solo nel caso di morte celebrale, quindi sensa il consenso diretto e cosciente del malato; devono essere interpellati i parenti e si richiede la presenza e il permesso scritto del primario, del medico curante e di un medico legale. In caso di discordanza decide il giudice. Insomma, un bel caos… (ricordo che per facilitare quest’ultimo meccanismo Veronesi stesso propose e in parte attuò il così detto Testamento Biologico, che però è un’altra cosa rispetto all’eutanasia).
L’eutanasia attiva è assimilata a un omicidio volontario.
Il suicidio assistito è anche un reato qualificabile come “istigazione o aiuto al suicidio”.

In teoria potrebbe essere praticata una eutanasia passiva, in quanto il malato può opporsi alle cure secondo la legge; addirittura anche quando sia ancora possibile aver salva la vita, sebbene questo non ha nulla a che vedere con l’eutanasia: è noto il caso recente di una donna che, rifiutando l’amputazione della gamba, si è lasciata di fatto morire perchè preferiva questo invece che vivere con una gamba sola. Tuttavia a causa della confusione legale molti medici hanno timore di queste pratiche perchè temono ritorsioni legali, magari dei parenti del malato. Manca, come al solito, una solida e chiara legislazione accompagnata da una procedura precisa e inequivolcabile.

Welby, nella sua lettera, sostenuto dai Radicali, Associazione Luca Coscioni e anche Veronesi, chiedono di poter praticare l’eutanasia attiva. Ossia un omicidio, anche se moralmente meno grave.

Io, che sono cristiano, penso che l’eutanasia attiva sia moralmente inaccettabile perchè credo nella sacralità della vita. Tuttavia non è necessrio credere nella sacralità della vita per esserne contrari. Vorrei ricordare a molti cristiani, che ideologicmanete si dichiano contro l’eutanasia tout court, che in realtà la stessa Chiesa Cattolica si è già pronunciata con la Pontificia Accademia per la Vita e si è di fatto dichiarata favorevole alla eutanasia passiva con queste parole (come in seguito hanno fatto anche altre professioni cristiane):

Nell’immediatezza di una morte che appare ormai inevitabile ed imminente “è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita” (cfr Dich. su Eutanasia, parte IV), poiché vi è grande differenza etica tra “procurare la morte” e “permettere la morte”: il primo atteggiamento rifiuta e nega la vita, il secondo accetta il naturale compimento di essa (9 dicembre 2000).

Mi chiedo dunque per quale ostinata, irrazionale motivazione molte organizzazioni cattoliche, compresa la stessa CEI, non vogliono (o sembrano non voler) neanche sentir parlare di eutanasia, quando invece basterebbe così poco per mettere daccordo ampi strati della società e far convergere anche posizioni di fatto molto distanti. Magari spiegando alla gente di cosa si sta parlando. E invece no: si assume sempre che la gente sia stupida, che argomenti come questo siano troppo “complicati” per un dibattito “popolare”. Eppure, a me, le parole della Pontificia Accademia mi sembrano così chiare !

Presumo che chi chiede l’eutanasia attiva, e che sia persona ragionevole e amante del compromesso, riterebbe comunque un passo avanti una seria regolamentazione dell’eutanasia passiva, e immagino possa accettarlo come ragionevole compromesso alternativo, al fine di raggiungere su un tema così delicato un ampio consenso civile. Perchè questo non viene fatto ?

Certamente qui, bisogna dirlo a gran voce, c’è una seria responsabilità di molti così detti cattolici, che praticano poco la fede, ma guardano molto ai voti, come ad esempio il Ministro Giovanardi che tempo fa dichiarò imprudentemente “la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo, per esempio in Olanda, attraverso l’eutanasia e il dibattito su come si possono uccidere i bambini affetti da patologie” provocando poi di fatto un incidente diplomatico con l’Olanda. Ora a me non piace la legge olandese, ma quando vedo atteggiamenti come questo ci vedo solo tanta ideologia e poca ragione. Mi piacerebbe invece che venga spiegato perchè la legge olandese è sbagliata.

Il Papa in questi giorni ci ha ricordato quanto sia importante la ragione, che cammina insieme alla fede. Vogliamo usarala o no questa ragione che il Signore ci ha dato ?

Cari cristiani italiani: buttiamo giù la maschera! Finiamola con le ideologie e le ipocrisie e battiamoci il petto davvero: invece di dire sempre e soltanto che siamo “contro”, diciamo per una volta che siamo “per” qualcosa. E sarà più facile essere capiti. Non era questo lo spirito del Vaticano II ?

Diciamo chiaramente, e senza scandalo, che siamo favorevoli all’eutanasia passiva e contrari a tutte le sua altre forme. Magari spiegando perchè. Sono certo che molte persone, che non hanno chiaro il problema, saranno daccordo con noi, invece di farsi sedurre da posizioni davvero ideologiche e dannose come quelle dei così detti paladini della libertà a tutti i costi i quali altrimenti rischiano di apparire addirittura più coerenti.

Ce lo impone la ragione.

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