Antipasto: La morale di Bobbio
10 apr 2010
Filosofia, Societa e Cultura Filosofia, Relativismo 2 Comments
«La morale razionale che noi laici proponiamo è l’unica che abbiamo, ma in realtà è irragionevole».
Queste parole venivano pronunciate spesso nelle lezioni universitarie di Torino di Norberto Bobbio, che è considerato uno dei maggiori intellettuali ed una delle personalità culturali più influenti dell’Italia del ventesimo secolo, un guru del pensiero laico.
Prosegue uno sei suoi (ex)discepoli:
Perché si dovrebbe fare il bene piuttosto che il male, se facendo il male mi verrà un vantaggio e nessuno svantaggio? Non c’è alcuna risposta ragionevole a questa domanda. Se manca il chiodo a cui appendere l’etica, allora nessuna etica è razionalmente possibile. [Vittorio Messori, link qui]
Bobbio era (è) considerato il padre del “dubbio”: nella pagina attuale a lui dedicata su Wikipedia svetta quest’al
tra sua citazione:
Il compito degli uomini di cultura è più che mai oggi quello di seminare dei dubbi, non già di raccogliere certezze.
Nel precedente post ci siamo interrogati sulle bussole e di dove esse ci portano: mi chiedo dove ci portino invece questi sedicenti “uomini di cultura” che proprio per essere tali sono di fatto “bussole” per molte altre persone.
Dopo questo antipasto, nel prossimo post serviremo il piatto unico e affronteremo queste domande: a cosa portano i dubbi? Meglio: a cosa servono? Quando sono utili e quando non lo sono?
RSS
Associazione Meter
Scienza & Vita
mary
14 apr 2010 @ 12:47:51
credo che tu, fabrizio, stia interpretando male il senso di questa frase che può sembrare un incitamento al male solo se tolta dal suo contesto naturale che credo sia quello di una riflessione filosofica sulla morale.
credo che bobbio voglia interrogarsi sul fondamento nell’uomo non credente del bene. molti pensatori si sono posti lo stesso interrogativo non per negare il bene ma per comprenderne il fondamento.
Fabrizio
14 apr 2010 @ 22:37:13
ciao mary, penso che il post successivo Piatto Unico: Socrate vs Pilato risponda alle tue questioni.
Non intendevo comunque che “incitasse” esplicitamente al male. In ogni caso l’effetto che certe posizioni da intellettuale hanno sulla cultura e sulle masse non è irrilevante. D’altra parte il relativismo è proprio questo: afferma di non affermare nulla, ma allo stesso tempo promana un modo di vedere, che non è affatto neutro e imparziale, come si vorrebbe far pensare.
Grazie per la tua osservazione.