Al sig. Paolo Attivissimo (e ai suoi tanti fun)

5 Comments

Seguo sempre con interesse e stima il suo blog, il suo lavoro, il suo impegno contro le bufale e in favore di una ragione seria contro le pseudoscienze, tanto che il link figura nei blogroll di questo blog. Le auguro per questo il miglior successo e i migliori frutti.

Nel suo recente post “Si può morire di antiscienza a sedici anni?” racconta la triste vicenda di Clara Palomba e altre, che muoiono a causa di mancate cure mediche per essersi affidati a santoni e ciarlatani.

Riporto i sui giudizi, per altro ampiamente avallati e supportati nei commenti del suo blog da molti suoi lettori:

Ben le sta. Spero sia stata una morte lenta e dolorosa. No, non ho pietà per i morti
Sono troppo incazzato e comunque non sono un ipocrita.
Voi, tutti voi, avete contribuito a uccidere una ragazzina di sedici anni. Possa il suo nome perseguitarvi per sempre. Io non vi darò il lusso di dimenticarlo.

Parole che mostrano non solo disprezzo per la debolezza umana, ma perfino auspicio di una maggiore sofferenza che è intesa come giusta condanna a causa della proprie ignoranze e debolezze.

Se da un lato la pseudoscienza è certo pericolosa come questi tragici eventi mostrano, non meno pericoloso è questo atteggiamento che, vedendo nella scienza l’unica via di salvezza, finisce con il disprezzare proprio le vittime deboli e indifese in quanto ignoranti, che non solo per ignoranza, ma anche per debolezze umane sono incappate in questi drammi. Ho l’impressione che si faccia della scienza una specie di religione fondamentalista: la Verità sarebbe solo nella Scienza, quindi chi non vuole credere alla scienza è un poveraccio che, vera e sola causa del suo male, va commiserato e disprezzato senza pietà, come appunto emerge dalle sue parole. La causa del male sarebbe, appunto, la mancata fede nella scienza: somiglia proprio a una religione.

Chiediamoci invece, onestamente: perché alcune persone cadono in questi meccanismi? Non è forse l’uomo con le sue paure, le sue debolezze a essere sempre soggetto a cadere in queste trappole? Può soltanto una conoscenza e una consapevolezza scientificamente fondata essere sufficiente ad evitare tutto questo? O forse abbiamo anche bisogno di altro? Possiamo pretendere, ragionevolmente, che tutti abbiamo questa propensione e questa sicurezza che tanto viene sbandierata?

Il fatto che queste cose continuino ad accadere nonostante viviamo in un mondo iperscientizzato e ipertecnologizzato dovrebbe farci riflette che confidare nella scienza e tecnica non è sufficiente per una vita piena e feconda. Abbiamo bisogno d’Altro. Gli imbroglioni infatti non fanno altro che sfruttare questo bisogno “altro”, a proprio vantaggio.

Secondo il pensiero scientista, che lei stesso propone, la risposta a questo problema sarebbe confidare totalmente e solo nella Verità della Scienza (ma la scienza non è la negazione di ogni verità assoluta?), soffocando così quel bisogno d’altro, profondo dell’uomo che non può confinarsi solo alla materialità.

La risposta autentica invece non è soffocare e negare questo bisogno, perché in questo modo si lascia spazio proprio agli imbroglioni, che non fanno altro che “riempire” questo bisogno ontologico dell’uomo, che questi loschi personaggi ben conoscono! E ben sanno sfruttare! Quando infatti si è in uno stato di debolezza ecco che la nostra vigilanza si assottiglia e siamo disposti a colmare questo vuoto con qualunque cosa: anche se l’offerta viene da palesi imbroglioni cui prima non si sarebbe prestato ascolto. Perché? Non dimentichiamo che il motivo per cui molti imbroglioni agiscono con successo è proprio perché si mostrano particolarmente amorevoli e affettuosi: in realtà è un amore falso, cioè finalizzato al proprio tornaconto.

Al contrario questo vuoto interiore va riempito correttamente coniugando la ragione con il bisogno di autentica pienezza e amore: presuppone però un’antropologia piena che pone un’attenzione alla persona intesa in modo integrale nelle sue tre dimensioni costitutive (corpo+mente+spirito) e non solamente corpo (=materia,chimica,fisica….) come lo scientismo professa. La scienza certamente aiuta, in senso medico per la prima dimensione; la psicologia e la psichiatria possono aiutare per la seconda dimensione. Infine anche una piena spiritualità può colmare definitivamente questo vuoto a tutto vantaggio della pienezza dell’uomo. Ma sopratutto è l’amore quello che spesso manca: che vedo mancare anche in queste sue tristi parole di condanna. Non possiamo vedere l’uomo solo come una macchina fatta di atomi e di processi chimici.

La condanna alle vittime così veemente e per giunta avallata da così tanti commenti che leggo sul suo blog, è veramente sconcertante, priva di compassione e di autentica umanità per gli errori compiuti da vittime la cui unica colpa è aver offuscato la ragione a causa della disperazione.

Lei è così sicuro di essere immune da simili debolezze anche nel caso che la sua vita o quella dei suoi cari dovesse volgere verso la disperazione? Io non ne sarei sicuro, perché non so cosa possa accadermi nel caso mi trovassi in simili situazioni. Di sicuro Lei non si rivolgerebbe a dei santoni, proprio in virtù della esperienza che ha fatto in questo ambito: ma è proprio così sicuro di non cadere in altre debolezze? Le persone che non hanno la fortuna di avere questo bagaglio di conoscenze, come ce le ha Lei, meritano davvero il disprezzo suo e dei suoi numerosi fun?

Se c’è un grande valore che la scienza ci insegna è l’umiltà: mi sorprendo che una persona così amante della scienza come Lei, sembra ignorare totalmente tale valore. Questa mancanza di umiltà e di amore, questo sentirsi onnipotente grazie al possesso della Verità mediante la Scienza, impedisce di risolvere veramente i problemi concreti nella complessità dell’umano, e di guardare il volto dell’uomo con verità autentica. Lei sembra dare spazio solo all’ideologia, che in questo caso ha un nome preciso: scientismo; ovvero fede assoluta, totale, definitiva e unica nella scienza: è la nuova religione di oggi. Infatti proprio come un predicare religioso davvero fondamentalista, Lei conclude dicendo: “Possa il suo nome perseguitarvi per sempre”. Sembrano invettive di un oscuro predicatore medievale.

Forse lei sarà sorpreso dal sentirsi accusato di scientismo, ma mi creda: lo è nei fatti; perché questa religione non ha chiese, non ha templi, non ha sacerdoti, ne riti, ne libri sacri; ma è latente nel pensiero moderno così tanto diffuso e sterile, ed così è subdolamente presente nella mente di molti benpensanti (tranne che negli scienziati seri, per fortuna).

Mi creda, c’è molto più nell’uomo che un semplice grumo di atomi.

Cordialmente,

5 Comments (+add yours?)

  1. Fabrizio
    19 mag 2010 @ 20:54:03

    nota: un estratto di questa lettera è postata nel blog di Attivissimo a questo link

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  2. gigi
    19 mag 2010 @ 23:16:38

    DIo santo che oceano di cazzate

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    • Fabrizio
      20 mag 2010 @ 08:58:39

      Caro gigi, ero indeciso se pubblicare o no questo tuo commento così profondo e argomentato, nella paura di non riuscire a tener testa a tanta erudizione e spessore. Ma alla fine ho pensato che non era giusto censurarti, visto che non l’ho mai fatto con nessuno; sarebbe stato meschino.

      Inoltre sono solito rispondere a ogni intervento: sono però desolato di non ritenermi pari al tuo livello così alto e sublime, quindi mi vedo costretto a rinunciare a ogni replica.

      Grazie per il tuo intervento.

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  3. pippo
    25 mag 2010 @ 12:25:17

    Caro Fabrizio

    quello che hai scritto è praticamente identico ai miei commenti postati sul blog di Attivissimo, (li trovi dopo il n.1445 ca, con nickname stopcazzate e pippo, sono sempre io, dato che dopo il primo post non riuscivo più a commentare con lo stesso nick…ma non voglio pensare a censure) per cui non posso dire altro che concordo con te fino all’ultima virgola e sono sollevato nel vedere che esistono ancora esseri raziocinanti e soprattutto dotati di umanità. Più di ogni cialtrone, imbroglione, truffatore, indovino o santone, temo i talebani di ogni tipo e colore, ovvero tutti quelli che ammettono solo le proprie verità e vorrebbero vedere morti
    tutti quelli che fanno scelte diverse. La morte della ragazza è un fatto gravissimo e diffondere la notizia è encomiabile. Godere della sofferenza di un essere umano, anche di chi possa avere commesso l’atto più orribile immaginabile, no.
    Ti ringrazio per la lettera, cordiali saluti.

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    • Fabrizio
      25 mag 2010 @ 12:49:15

      Grazie, “pippo” !

      Il fatto è che se nessuno perde un po’ del proprio tempo a mostrare cosa c’è nel profondo di certe impostazioni, si rischia di lasciar passare “per buone” certe idee che infondo hanno volti oscuri molto gravi.

      Alla fine ciò che siamo veramente come uomini, dipende fondamentalmente dalla risposta che ognuno di noi da alla domanda:

      Chi è veramente l’ Uomo? E quale è il suo posto nell’Universo e nella Storia?

      (che è LA domanda!)

      A quanto ne sappia l’ Uomo è l’unico essere a porsi queste domande. E poi mi vengono a dire che l’antropocentrismo sarebbe roba superata.

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