11 mar 2009
FabrizioPolitica, Societa e Cultura
TRIBUNALE DI ROMA
SECONDA SEZIONE PENALE
l’imputato Fabrizio Sebastiani, è condannato ad anni due di reclusione e € 15000 di multa, ai sensi dell’articolo 74 della legge 610/2025 “Legge a tutela della libertà sulla disposizione della propria persona” più le spese processuali per aver senza diritto ne titolo soccorso il signor Libero Salvini, mentre questi cercava liberamente di gettarsi da ponte S. Angelo in Roma, trascinandolo a forza all’interno del parapetto e provocando l’intervento delle forze dell’ordine, violando così il diritto di libertà del Salvini, tutelato dall’articolo 15 della suindicata legge, di disporre in piena autonomia di gestione in libera coscienza della propria persona, in rispetto alle proprie scelte e convinzioni individuali, secondo quanto previsto e garantito dall’articolo 7 della stessa legge 610/2025
Data a Roma, 20 settembre 2030
03 mar 2009
FabrizioPolitica
E’ stato ratificato il trattato dell’amicizia fra Italia e Libia. Gheddafi abbraccia Berlusconi, con l’autostrada da business miliardari. [1]
Al di la delle questioni economiche, politiche, delle prospettive future, penso che sia stata resa giustizia alla Libia dei crimini commessi dagli Italiani in quella terra. E’ vero che questo trattato non ha visto la luce per molto tempo a causa anche delle stravaganze, stranezze e pretese dell’eccentrico Gheddafi. Tuttavia meglio tardi che mai.
Ma al di la di tutto, siamo noi italiani a doverci vergognare in questa storia: l’immagine del soldato italiano bravo e simpatico, il mito “italiani brava gente” non è certo privo di fondamento o inventato, ma è giusto anche ricondurlo alla verità: verità che prevede tristi eccezioni.
Non sempre le cose sono andate come nel romantico film “Mediterraneo” di Salvatores [2]. C’è un’altro film mai proiettato in Italia e ancora formalmente sotto censura italiana per “vilipendio all’esercito” (ma quanta ipocrisia in queste espressioni!) che si chiama “Lion of the Desert” [3] del 1981 con Anthony Quinn e Oliver Reed di produzione USA, che racconta la eroica resistenza delle tribù beduine capitanate da Omar Mukhtar; racconta anche le atrocità commesse dagli italiani in Libia: mitragliamenti sulla popolazione inerme, esecuzioni sommarie, donne, vecchi e bambini raccolti in campi di concentramento [4].
Il film ricevette ottime critiche sul piano storico. In italia non se ne è mai parlato: oggi è reperibile solo su internet. Su Youtube è possibile vedere alcuni stralci [5]: fa un certo effetto vedere divise degli alpini o della nostra amata fanteria commettere certe atrocità.
Forse sarebbe il caso di togliere questa stupida censura, oggi a maggior ragione. Non basta celebrare opportunità economiche e politiche: non farlo sarebbe una perduta occasione di presa di coscienza, anche se costa un po’.
Costa perchè intacca certe figure, non solo militari, ma anche letterarie e poetiche del nostro patrimonio nazionale che siamo abiutati a vedere come “immacolati”: ad esempio nel novembre 1911 (quando la parola “fascismo” non c’era nel vocabolario), durante la campagna di Libia, presso il teatro di Barga, Giovanni Pascoli pronuncia il celebre discorso a favore dell’imperialismo La grande Proletaria si è mossa [6].
[1] Notizie di stampa dell’evento: AGI, ANSA, Secolo XIX, Repubblica,
[2] Lion of the Desert
[3] Mediterraneo
[4] Crimini_di_guerra_italiani
[5] Filmati su YouTube
[6] Giovanni Pascoli
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