Ho visto e rivisto questo video ben 3 volte su “Pasolini – I Medium di Massa”, da un intervista di Enzo Biagi. Come si vede chiaramente dal video, era largamente incompreso ai suoi tempi; ma oggi ci appare davvero come una profeta: sembra che Pasolini stia parlando ai giorni nostri. Eppure sono passati decenni.
Nel frattempo è arrivata Internet: cosa direbbe oggi Pasolini su questo straordinario media di nome Internet? Sono sicuro che lo affascinerebbe enormemente… direbbe certamente che Internet, al contrario della TV, trasforma lo spettatore in operatore,protagonista,attore,giornalista, etc…. in una parola in un protagonista. Voi che ne pensate?
Le notizie che parlano di sesso abbondano sui media, e interent è il teatro più ghiotto. Oggi due notizie: una arriva dallo Yemen e una dagli USA (Las Vegas).
Nel primo caso una scuola è andata in “visita scolastica” presso un storico bordello (tutto legale ovviamente) e parlato con le professioniste del settore le quali hanno spiegato i vantaggi di questo mestiere, il tempo libero che lascia per loro stesse, la professionalità, etc…
Nel secondo caso in Yemen un trentenne grazie a leggi tribali, sposa (ma sarebbe forse meglio dire compra) una bambina di 8 anni, la quale disperata delle violenze va alla polizia e chiede il divorzio visto che neanche i suoi genitori pensato di poter fare nulla. L’uomo si difende sostendendo: «Sì, sono stato in intimità con lei — ha detto—ma non ho fatto nulla di male. È mia moglie e ne ho il diritto. Nessuno può fermarmi».
Le due storie sembrano distanti anni luce riguardo la concezione della donna: l’una non solo è il massimo della libertà, ma è addirittura considerabile come modello, visto che le scuole vanno in visita “culturale” in un bordello.
L’altra è senza dubbio il massimo della schiavitù, tanto da essere al limite della legalità (ma con quasi nessuna tutela di fatto) perfino in Yemen, paese basato sulla shari’a e leggi tribali.
Dal punto di vista della donna due mondi opposti. Ma dal punto di vista dell’uomo? Il tema della libertà è fuori discussione in quanto è evidente anche a un lattante che il caso statunitense è di gran lunga preferibile a quello Yemenita.
Eppure questi due casi hanno qualcosa in comune:l’idea che un uomo ha in testa della donna; in entrambi i casi la donna è vista dall’uomo come un oggetto da possedere, per soddisfare i propri bisogni sessuali, fisiologici, naturali. Una mentalità da capo-branco. Animalesca. Bassa. La mentalità del possesso opposta alla mentalità dell’amore e del dono di se.
In un caso puoi comprare quel corpo in un bordello, nel rispetto della volontà della donna e delle regole di convivenza civile, nell’altro caso lo compri lo stesso, senza badare neanche al suo consenso e alla sua dignità; tuttavia in entrambi i casi l’idea dell’uomo sulla donna (consenziente o no non importa) è sempre la stessa: l’ oggetto con cui soddisfare le proprie voglie.
Nella nostra civiltà occidentale, illuminista e liberale ci siamo occupati con vigore e irreprensibile impegno alla dignità e libertà della donna, con indubbi successi.
Però alla sanità mentale dell’uomo, chi ci pensa?
Le leggi possono garantire libertà ma non possono insegnare ad amare.
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