28 nov 2007
FabrizioSocieta e Cultura

Da un anno vivo senza TV in casa. Quando rimasi senza, pensai di dovermela ricomperare di li a breve. Poi, più passava il tempo e più stavo meglio. E mi chiesi: ma perché mai dovrei comprarla? Per vedere cosa? I DVD e i film posso vederli con il PC….
Stanno facendo scadere di qualità la TV gratuita con le fiction (un modo moderno e garbato per dire “film da quattro soldi”) e con le trasmissioni spazzatura. L’informazione, oltre che serva del potere come sempre, è defunta, di scarsissima qualità. Tutto questo è voluto: perché vogliono farti comprare SKY, con l’illusione di aver “acquistato” qualcosa: quello che prima lo pagavi 100 euro l’anno, ora devi pagarlo 30 euro al mese.
Amici, credetemi: sentirete una vera liberazione.
Rinascerete.
Ascolterete il silenzio e la pace nella vostra casa.
E se avrete bisogno di un po’ di suoni, potrete sempre mettere un CD di buona musica o accendere la radio.
Potrete leggere dei bellissimi libri, pensare a tante cose, telefonare ai vostri amici, scrivere quello che pensate, navigare su internet, parlare a un amico. Coltivare i vostri interessi. Relazionarvi con il mondo e le persone. Invece di scegliere un menu fatto da altri, costruitevelo da voi!
Amici, ve lo dico con il cuore:
buttate via la vostra televisione!
C’è un mondo li fuori.
26 nov 2007
FabrizioSocieta e Cultura
Una delle solite “notizie” su prostituzione & dintorni, fissa l’attenzione su l’identikit dei clienti: “Prostitute, ecco l’identikit dei clienti”.
Interessante l’osservazione del solito intervistato anonimo, ovviamente maschio:
[le mogli] Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia (e sennò chi si sposerebbe?), poi usano il sesso come una risorsa, un’arma, uno strumento per ottenere quello che vogliono.
Se questo è vero vuol dire che entrambi sono malati: lei perché strumentalizza il sesso come arma e non ne fa un dono verso di lui. Lui perché ne è comunque schiavo e pensa in qualche modo di “averne diritto”, piuttosto che riceverlo in dono da lei: per supplire a questo “diritto” va a trovarselo a pagamento.
Se invece non è vero, allora vuol dire che chi asserisce questo sta semplicemente trovando una giustificazione (solo apparentemente) “plausibile”, per negare in qualche modo il proprio malessere e schiavitù verso il sesso e scaricare almeno una parte della responsabilità verso la moglie (!?).
Cosa ne pensano i miei lettori, ma soprattutto le mie lettrici? Un uomo che asserisce questo, mente per giustificarsi, oppure siamo in presenza di doppio abuso e schiavitù (di lui+di lei)?
Secondo me sono verosimili entrambi i fenomeni….
Una cosa è certa: quando una persona è schiava di questo, siamo in presenza di sessodittatura. E l’uomo non è più libero. La fedeltà, l’amore vero, il sesso come dono, non è forse quello che tutti desideriamo e sogniamo infondo nel nostro cuore? E’ moralismo o buon senso?
15 nov 2007
FabrizioSocieta e Cultura Pseudolibertà, Relativismo
Lo sfogo del Preside di una scuola di Modena, dopo l’agghiacciante fatto di cronaca di studenti che hanno ripreso col cellulare e messo in rete le foto della morte di una coetanea: (notizia qui)
La scuola non assolve più il suo compito: “I ragazzi ci prendono semplicemente per dei tecnici, non siamo più né maestri di vita né modelli“. La famiglia è in crisi: “A Modena, un terzo dei ragazzi ha i genitori separati che quindi seguono poco i figli. Se li convochiamo per qualche mancanza dei ragazzi, quasi sempre prendono le loro parti e trattano preside e professori dall’alto in basso. I ragazzi non hanno senso critico, ma tutti hanno un cellulare nuovo e costoso”.
Qui non c’è solo l’orrore in se del fatto di cronaca. C’è un malessere più profondo.
C’è un rifiuto generalizzato del concetto di bene. Se vai a dire in giro che c’è un bene e un male che è necessario discernere, prima ancora di discutere nel merito, per il solo fatto di osare una tale dicotomia, dicono che sei all’antica, che sei un radicale retrogrado, un integralista religioso, un illiberale che non rispetta le idee altrui, che “tanto… tutto è relativo“, che in nome della libertà bisogna tollerare le idee degli altri, e anche se tu non ti riconosci in nessuna di queste categorie, ti devi beccare l’onta di queste etichette infami, devi sempre essere pronto a immolarti in nome della libertà di parola e di pensiero altrui.
La parola “educazione” è strumentalizzata in molti contesti culturali come sinonimo di “imposizione”, il teorema quindi è che non dovendo “imporre” dobbiamo rinunciare a “educare”: un’altra bugia figlia di questo relativismo nichilista.
Mi ribello a questo pensiero dominante: sono un anticonformista. Un rivoluzionario. Sono contro questa dittatura etichettatrice, che incolla bugie addosso alla Verità. Voglio la vera Libertà, quella che non rinuncia a condurre al bene; e non mi si venga a dire che il bene non esiste: è in ognuno di noi, basta saperlo leggere e vedere; ne è la dimostrazione che tutti ci indigniamo difronte a fatti di cronaca come questo. Perché?
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