8 settembre tutti al V-DAY !

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L’8 settembre parteciperò anche io a V-DAY promosso da Beppe Grillo, ossia il “Vaffanculo-Day”. Il nome è provocatorio, ma l’iniziativa, secondo me, seria.

L’obiettivo è raccogliere le firme per una legge di iniziativa popolare per:

  • dire NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI
  • LIMITARE A DUE il numero di legislature per parlamentare
  • ELEZIONE DIRETTA dei candidati (vogliamo scrivere il nome sulla scheda elettorale – che non siano i partiti a farlo)

E’ importante, in questo momento di rilassamento generale del paese, in cui la politica è sempre piu una casta, esercitare il diritto democratico e far sentire ai politici “il fiato sul collo“; queste democrazie non saranno perfette, ma sono il sistema migliore che abbiamo trovato finora per governare; le democrazie possono si sbagliare, ma almeno possono correggersi: esercitiamo i nostri diritti di cittadini.

Ho anche dato un piccolo contributo economico (cliccare qui) e mi sono isctritto alla “marcia virtuale” (clicca qui). Vi invito tutti a fare altrettanto e soprattutto è importante:

PARTECIPARE l’ 8 SETTEMBRE nelle piazze della vostra città! (mappa qui)

http://www.beppegrillo.it/vaffanculoday/

Il Che e i Pacifisti moderni

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AMO L’ODIO, BISOGNA CREARE L’ODIO E L’INTOLLERANZA TRA GLI UOMINI, PERCHE’ QUESTO RENDE GLI UOMINI FREDDI, SELETTIVI E LI TRASFORMA IN UNA PERFETTA MACCHINA PER UCCIDERE

Sembra proprio che questa citazione sia attribuita a Ernesto “Che” Guevara. Non ho trovato smentite in rete. Una citazione simile è su wikiquote:

L’odio come fattore di lotta, l’odio intransigente per il nemico, che spinge l’essere umano oltre i limiti naturali e lo trasforma in un’efficace, violenta, selettiva e fredda macchina per uccidere. I nostri soldati devono essere così; un popolo senza odio non può trionfare su un nemico brutale.

C’è da chiedersi perchè un tale personaggio sia tanto osannato ed elevato a ideale di libertà e giustizia; La sua immagine è una delle piu riprodotte e iconizzate fra molti giovani. Certamente egli agiva con totale disinteresse personale, non curante di se stesso; lottava per il proprio ideale ed è morto per “la causa”, e sembra che questo da solo basti a rendelo un esempio e ideale di giustizia e libertà.

La domanda che mi pongo è: chi indossa la sua maglietta, condivide integralmente questa visione di odio profondo, oppure è semplicemente ignorante? Oppoure tutte e due le cose? Queste persone avrebbero il coraggio di fare ad un gatto o ad un pollo, ciò che il loro paladino faceva agli uomini?

L’incontenibile ricetta buona

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Quante volte ci è capitato di dire ad un amico o amica la ricetta di qualche cosa di buono?

O, piu in generale, quante volte abbiamo condiviso un segreto, una tecnica, una conoscenza, che in base alla nostra esperienza era positiva e che, alla prima occasione non abbiamo “visto l’ora” di condividerla con qualcuno?

A volte, sono gli altri a chiedercelo: “Mi dici la ricetta di questa torta?”. E noi, tutti contenti e soddisfatti, sembra che non aspettiamo altro che ce lo chiedano. E giù, via… a spiegare felici nei piu minimi dettagli, anche quelli non richiesti.

Sembra una cosa normale; certo lo è. Ma perchè?

Più profondamente, cosa ci spinge a condividere con gli altri queste esperienze positive? Dire che lo facciamo perchè ci piace è come dire che un sasso cade perchè tente ad andare verso il basso: non spiega nulla.

Cosa c’è di profondo in noi, che ci fa essere smaniosi di condivisione delle idee agli altri? Tendiamo a condividere queste cose più di quanto non lo facciamo con i beni materiali. Il motivo di questo è semplice: il bene materiale ha una disponibilità limitata: non possiamo condividere indefinitivamente un qualcosa con altri senza rinunziare a un frazione di quel qualcosa. Per i beni immateriali invece (idee, esperienze, know-how, filosofie, financo ricette di cucina!) sono duplicabili all’infinito; a costo zero.

Un esempio ricorrente è: “Se ti dono una mela, in totale abbiamo sempre una mela. Se ti dico una idea, in totale abbiamo due idee“.

Le idee, le esperienze, le filosofie, non sono beni materiali, ma immateriali. Non solo non si consumano, ma si duplicano a costo zero. Il loro successo sta proprio nel duplicarsi il più possibile.

Anche se è vero che privarci di un bene materiale è certo piu impegnativo e più altruista che donarne uno immateriale, rimane comunque la domanda: perchè siamo irrefrenabilmente portati a condividerlo? E’ perchè lo facciamo con tanta maggiore gioia quanto piu lo facciamo in modo disinteressato e gratuito?

Si potrebbero trovare molte risposte: sociologicamente si tende a condividere queste cose perchè è più efficiente, quindi il gruppo sociale evolve, progredisce e acquista complessivamente un know how che viene sembre da un singolo; anche da un punto di vista puramente economico si possono trovare molteplici risposte simili.

Meno evidente è invece è perchè siamo portati a fare questo con soddisfazione e godimento? Perchè siamo felici di farlo?

Da dove viene quella contentezza e soddisfazione profonda nel raccontare ad altri queste esperienze, idee, o conoscienze?

Lasciate pure qui i vostri commenti…