15 gennaio 2007

Il Pacchetto Erezione

Preso dalla curiosità di che genere di siti si tratta, oggi ho deciso di graziare uno dei messaggi di spam e risparmiarmi i bottone "Segnala come Spam"; ho fatto la stessa cosa di molti: cliccare su uno di essi: http://www.22rx.com/, ma si... diamo un po' di soddisfazione a questi spammers!

Al modico prezzo $234 si può acquistare una scatola di Viagra da 60 pillole (utili per due mesi). Mezza pillola 45 minuti prima dei pasti...., ehm... pardon!... del rapporto, e tornerai ad essere davvero un gran leone! Poi c'è la versione Viagra Soft Tabs, un po' piu economica. Il sito è ben fatto, professionale con tanto di spiegazioni, suggerimenti e raccomandazioni, compreso quello ipocrita di consultare il medico per la somministrazione.

Ma la cosa più simpatica, un eufemismo, è "l'offerta" del fantastico ERECTION PACK:

Try our SPECIAL ERECTION PACK! Two best ED mediaction in one super pack! only $139.95 !


che suona come:

Prova il Pacchetto Speciale "Erezione". I due migliori farmaci in un pacchetto super! a soli 107 Euro !

Ma se sto già prendendo un farmaco, cosa me ne faccio dell'altro, che serve alla stessa cosa? Facciamo un bel mix di farmaci, così me ne torno al Creatore prima dei tempi? Ah... no.... che idea! potrei regalarlo!!?? Mmmm.... forse rischio di uscire allo scoperto o di offendere qualcuno.... bah.

Però i prezzi sono modicissimi! Già... in una società dove non puoi permetterti di essere un mediocre sessuale, dove non puoi permetterti di invecchiare, dove devi essere un superuomo, sempre e comunque, proprio come i modelli della TV ti impongono... cosa vuoi che siano 100 euro ogni due mesi, per uno stipendio medio? E' una vera occasione! E poi dicono che le società farmaceutiche speculano su queste cose!

Sconcertante. Delirante.

Per fortuna questi siti sarebbero illegali in Europa. Ma proliferano alla grande negli USA dove i farmaci vengono venduti come i biscotti o il formaggio in offerta. Ma internet, si sa, non ha confini e le spedizioni "discrete" e internazionali di questa merce è la regola, come questi siti dimostrano. Un vero traffico, più o meno legalizzato (in Italia è vietato spedire farmaci per posta).

Ma anche se ci trovassimo in un caso di effettivo e medicalmente ragionevole bisogno, e ammesso che si riesca così a soddisfare l'uomo, pone in grave difficoltà psicologica la donna, che si vedrebbe così sostituita! Già... perchè invece di essere lei a soddisfare e far regolarmente eccitare il suo uomo, quello che lei ama, è invece tutto merito di una volgarissima pillola. E lei diventa semplicemente il luogo fisico dove quella eccitazione trova il suo ricercato e finalmente vilire sfogo. E così comincerà magari a chiedersi se la presunta impotenza del suo uomo, non sia invece tutta colpa della sua incapacità: arrivano i sensi di colpa.

Ora, per carità, non voglio denigrare tout-court questo genere di farmaci. Però questi fenomeni di massa sono decisamente sintomatici. Se sono diventati prodotti di massa, non mi convince la storia che le disfunzioni erettili stiano crescendo così tanto come fenomeno clinico: questo può essere vero, ma è anche vero che in questo si giustifica l'aumento e l'enorme mercato di questi farmaci, quando in realtà tutti sanno che c'è un abuso spaventoso, nonchè un fiorentissimo mercato illegale. La storia dell'aumento delle malattie erettili non sarà una bugia, ma certo crea una certa confusione nella società, perchè questo grosso mercato può far pensare che davvero ci sia questo bisogno, più di quanto in realtà non sia.

Non appena si ha un qualche problema di questo tipo, sapendo che esiste il farmaco magico, ci si rivolge subito ad esso, naturalmente in buona fede. Semplicemente per emulazione sociale.

La gente ha perduto o sta perdendo il senso dell'amore, del viverlo anche se (anzi, soprattutto se) le "prestazioni" a volte non sono proprio come la TV o certi modelli ci propongono. Anche perchè quei modelli, spesso e volentieri, sono finti. Inumani.

Qualcuno parla del dono di se, in un atto sessuale? Oppure questo concetto deve per forza essere relegato a una concezione religiosa ritenuta anacronistica e superata? Quante pillole di viagra in meno si venderebbero se le persone mettessero al centro di questo fantomatico atto sessuale il concetto del dono di se?

Cosa vogliamo dunque mettere al centro di un rapporto sessuale?

Due organi genitali? Un orgasmo? Una pillola? O l'amore?

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29 settembre 2006

Linguaggio umano e culture

Torre di Babele
Ieri sera sono andato All' Autitorium di Roma a vedere uno "spettacolo" (o meglio sarebbe dire il monologo) di Piergiorgio Odiffredi, "Che cosa è la logica?"

Si è parlato di Logos, del Vangelo di S. Giovanni, del Linguaggio e analisi logica, dei filosofi greci, di Tarsky, di Godel, dei paradossi logici, e di mille altre cose. Nonostante fosse un monologo e il tema certo non facile, che richiedeva un buon livello culturale per essere apprezzato, la gente non si è annoiata, io almeno non mi sono annoiato; le numerose domande finali, dopo ben due ore, penso lo abbiamo dimostrato. Complice, certo, anche una certa loquacità e simpatia del personaggio. Il prezzo era accessibilissimo: 5 € e la sala gremitissima, addirittura la gente era in piedi oppure seduta per terra.

Odiffredi ha grandi doti divulgative: prima di stamattina, quando incuriosito sono andato in giro su internet per sapere sul personaggio, pensavo fosse un attore appassionato a temi matematico-filosofici mentre invece è un professore in matematica, ma con straordinarie doti comunicative. Una preziosssima rarità !

Una delle cose che più mi ha colpito è il discorso sulla differenza dei linguaggi naturali: il greco, essendo una lingua basata sui verbi sarebbe "orientata alle azioni" mentre le nostre lingue occidentali sono basate sui sostantivi, quindi "orientate alle cose". Questo inciderebbe su moltissimi fronti: non solo la difficoltà di traduzione, ma la difficoltà di rappresentare e comprendere certi processi mentali. In sostanza: la lingua che tu parli (quella madre, si intende) forgia il tuo pensiero, il tuo modo di usare la mente, i tuoi schemi celebrali. E ne consegue che certi concetti sono più o meno accessibili a seconda di quale è la tua lingua.

In sintesi: dimmi che lingua hai imparato da bambino e di dirò chi sei.

Ad esempio i filosofi "continentali" (europei) inistono molto sul verbo "essere" e disquisiscono a non finire su questo (già Dio si rivolge a Mosè dicendo "Io sono colui che è") e ricamano su questa parola infiniti concetti, fino a scrivere interi trattati (Erich Fromm non a caso era tedesco, la lingua che più delle altre è "verbalmente" orientata al greco). Questo è possibile perchè queste lingue hanno declinazioni complesse del verbo essere, che includono tutte quelle sfumature di significato che vengono analizzate.

I filosofi "analitici", di madre lingua inglese, possono usare solo "be" e "being" e quando si vanno a tradurre alcune frasi, risultano assolutamente incomprensibili se non ridicole. Quindi i loro schemi filosofici si distinguono da quelli continentali, e non li riconoscono (sarebbe meglio dire non li comprendono veramente).

Questo aspetto della lingua che influenza il pensiero è estrremamente affascinante; in realtà è soggetto a effetto di retroazione: la lingua anche si evolve nel tempo in base al pensiero e a sua volta influenza il pensiero...

Aggiungo una personale considerazione: se tutto questo avviene già fra lingue e culture occidentali, cosa dire di altre lingue-culture, come l'arabo, il cinese, il persiano, quelle indiane, etc... ? Esse avranno chissà quali e complesse diversità: se riconoscessimo queste diversità potremmo conoscere meglio le differenze fra le varie culture. E sicuramente potremmo rispettarle, e rispettarci, di più.

Bisogna proprio imparare l'arabo, il cinese, l'indiano per poter dire di conoscere davvero queste altre culture ?

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