Sharia nella laica Europea

[In] Inghilterra,[..], i tribunali islamici della “Sharia” possono da anni legiferare e giudicare in tema di diritto familiare. E in Germania non pochi verdetti emessi dai tribunali tedeschi citano principi o consuetudini legate al diritto islamico. Ad esempio, un giudice di Dortmund ha stabilito che un padre può picchiare la figlia quindicenne che non vuole indossare il velo; e un altro di Francoforte, sempre facendo riferimento ad un passaggio del Corano, ha stabilito che il marito può picchiare la moglie, “in quanto ambedue sono musulmani”.
(dal Blog di Piero Gheddo, giornalista del PIME).E' questa, amici, la "Laica Europa" che tanto ci viene professata e decantata?
Stiamo diventando come l'Arabia Saudita? Perché non ci indignamo di queste sentenze? Perchè non se ne parla? Possibile che la laicità deve essere sempre invocata solo quando si parla di pillole abortive, staminali, eutanasia... insomma solo quando è utile per evitare di argomentare certi temi un po' scottanti?
La "laicissima" Europa con il solo veto "laicissimo" della "laicissima" Francia, ha rifiutato di inserire nella propria costituzione il riferimento alle radici cristiane, negando così la realtà storica. Nel frattempo i tribunali in Europa, ripeto in Europa, usano la Sharia come fonte di diritto.... qualcosa non mi torna. A Rotterdam, nella liberale olanda, nei cinema ci sono le aree "riservate" alle donne velate. Ragioni di mercato dicono. Mi sento confuso.
Questa contraddizione si spiega solo con il fatto che siamo ipocriti. Vogliamo essere a tutti i costi "politicamente corretti", per non creare lo "scontro di civiltà" che tanto ci fa paura. E per questo siamo disposti noi stessi a rinunciare ai nostri valori per i quali in Europa sono morte tante persone in passato: lo "scrontro di civiltà" lo abbiamo avuto noi in casa per molti secoli. A partire dalle guerre di religione e continuando anche con ben due guerre mondiali centrare proprio sul continente Europeo. Siamo una società libera perché abbiamo pagato più di ogni altra e a caro prezzo la nostra libertà, con il sangue di tanti nostri avi e in molti secoli. Gli altri non l'hanno fatto, o se volete non gli è capitato. Ma c'è poco da essere relativisti.
Dove finisce la tolleranza del diverso, e dove comincia il far rispettare i principi e i fondamenti di quella "società civile" che con tanta fatica abbiamo costruito ? Possiamo fare a meno di "fondamenti" in nome del relativismo culturale o morale o religioso?Non venderò il sangue dei miei avi per un piatto di lenticchie, a causa di questa smania di "politcamente corretto" traversitita da intellettualismo relativista. Diamo per scontato che ormai la libertà di cui godiamo è "data", e che quindi dovrà esistere per sempre. E invece è un tesoro che dobbiamo coltivare gelosamente, altrimenti la pianta appassisce e l'albero si secca. Non mi pare che il relativismo culturale, ormai imperante ovunque, sia un buon concime; anzi mi pare accelleri l'insecchimento.
Temo che, se si continua a ignorare questi problemi, in un futuro non troppo lontano si potrebbero anche creare le condizioni per cui, se la gente viene messa di fronte alla paura, magari in seguito a scontri di piazza e problemi di ordine pubblico, possano esserci reazioni eccessivamente autoritarie anche da parte dei governi in preda a politiche populiste. Ne è la prova il fatto che partiti di estrema destra stanno crescendo velocemente, proprio in Olanda. In Italia la Lega Nord non è da meno.
Un società in preda solo al materialismo e al consumismo ha ormai dimenticato cosa è veramente è, e perché. Ha rinunziato al bene comune, centrando tutto sui presunti "diritti dell'individuo" e del singolo: una ideologia ormai presente ovunque dove tutto è immolato sull'altare dell'individualismo. Si è rilassata nel facile relativismo, che infondo è immobilismo. Ha rinunziato a se stessa. Forse deve perderla di nuovo questa libertà, per capire davvero quanto era importante?

0 Commenti:
Posta un commento
Link a questo post:
Crea un link
<< Home page